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Venerdì via alle esplosioni in Val d’Enza

San Polo: la ricerca del metano parte dalle frazioni di Borsea a Sedignano, passando per Canossa e Quattro Castella

SAN POLO.

Fratta, Pezzano, Borsea, Sedignano, Case Rossi e la zona sopra a Bergonzano, passando dal comune di Canossa poco sopra Ciano. Sono queste le frazioni attraversate dalla “linea bianca” dei paletti piazzati da Geotec per conto di Edison, che venerdì verranno interessati dalle prime operazioni di scavo per l’introduzione delle micro cariche esplosive che consentiranno ai geofoni di scrutare le “viscere” della terra reggiana in cerca di metano.

Sono già visibili lungo le belle colline a est di San Polo le “linee di indagine” seguite dai tecnici, che hanno contrassegnato il percorso con qualche centinaio di paletti di colore bianco e rosso, i secondi dei quali indicano i punti in cui verranno inserite le cariche.

Percorrendo la strada che da San Polo conduce a Grassano, li si può osservare risalire e discendere i campi appena mietuti in direzione Nord, all’altezza dei centri di Sedignano e Borsea. Una presenza per ora discreta. «E’ passato lunedì un tecnico – racconta Pellegrino Romagnani, sul cui terreno sono fissati i paletti rossi, a circa 200 metri dalla sua abitazione – è stato molto gentile, mi ha detto di non preoccuparmi e che venerdì, quando avrebbero cominciato con le cariche, non sarebbe successo nulla. D’altronde sono già passati 20-25 anni fa (erano al tempo tecnici dell’Eni, ndr) e poi non è accaduto nulla. Per mio conto non sono né contrario, né favorevole – spiega – ma i miei vicini non sono così “moderati” a riguardo».

«Sono appena venuti a togliere i picchetti rossi dal mio terreno – afferma decisa Katia Lasagni, residente poche decine di metri più a nord di Romagnani, nella frazione di Sedignano – perché quando i tecnici sono venuti a informarmi che avrebbero fatto qui i loro sondaggi gli ho detto che non ne volevo sapere».

«I tecnici – prosegue la donna – devo dire che sono stati molto gentili, ma quel che gli rimprovero è che non è possibile informare i cittadini tre-quattro giorni prima di queste cose, soprattutto se si sa da più di un anno che si svolgeranno operazioni di questo tipo. Anche i Comuni avrebbero dovuto diffondere prima queste notizie. Non sono a favore di queste operazioni perché penso che questi soldi e questi investimenti potrebbero essere fatti in maniera diversa, puntando sulle energie rinnovabili. Si tratta di un pensiero che non riguarda solo San Polo o Reggio: è un discorso molto più ampio, che tocca diversi interessi economici e politici».

Se in effetti l’atteggiamento delle comunità della collina sanpolese varia dall’indifferenza alla curiosità, passando per il timore e il netto rifiuto, l’abitato di Borsea, pochi chilometri più avanti, presenta un fronte molto più compatto nell’opporsi ai sondaggi esplorativi, tanto che i cittadini hanno dato vita a un comitato, che non ha ancora un nome, ma che è pronto a dare battaglia fin dai prossimi giorni.

I sondaggi partiranno già oggi nella provincia di Parma, nell’abitato di Case Baratti e si sposteranno domani in direzione dell’Enza, fino a raggiungere

il comune di San Polo pochi chilometri sopra a Ciano, per poi toccare anche il comune di Canossa. Nel corso dei sondaggi verranno toccate anche le propaggini sud del comune di Quattro Castella, poco sopra Bergonzano, in una zona quasi sgombra di case.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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