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Allarme per le trivellazioni in Val d’Enza

Autorizzate le esplorazioni di idrocarburi. M5S all’attacco. I cittadini pensano al rischio sismico, ma gli esperti smentiscono

SAN POLO. «Non si tratta di fracking, ma di consuete esplorazioni del sottosuolo, alla ricerca di idrocarburi». Così il consigliere regionale del Movimento5stelle Andrea Defranceschi chiarisce per i cittadini che in queste ore si trovano in preda al timore di un eventuale terremoto, dopo la notizia di prossime trivellazioni del sottosuolo nel territorio della Val d’Enza. A differenza del fracking, la rilevazione di idrocarburi, tramite micro esplosioni, è un’attività di indagine geologica e geofisica autorizzata dal Ministero dello sviluppo economico e dalla Regione. Sul sito del ministero, in particolare del dipartimento per l’energia, sono consultabili le sette aeree di interesse individuate nella provincia reggiana. L’azienda Edison ha ottenuto l’autorizzazione fino al 29 ottobre 2014 ad operare nel territorio del “Torrente Parma” che comprende i comuni di San Polo, Canossa e Quattro Castella e Traversatolo in provincia di Parma, per una superficie complessiva di 666,22 kmq. Mentre la Terracon fino al 27 aprile 2016 sarà impegnata nelle rilevazioni di idrocarburi a Bibbiano (411,10 kmq) e a Sassuolo (252,26 kmq). Le zone di Bugia (197,80 kmq) e di Fantozza (102,30 kmq) saranno ispezionate da Aleanna Resources fino al 2016, a seguire invece Grattasasso (34,09 kmq) e Cadelbosco di Sopra (512,80 kmq) vedranno al lavoro i tecnici di Po valley operations Pty. Eppure il Movimento5stelle insieme agli ambientalisti, tra cui gli Amici della Terra, da anni si oppone alla concessione di autorizzazioni per qualsiasi modalità di trivellazioni.

«Come Movimento 5 Stelle- continua Defranceschi- da sempre chiediamo una moratoria su questo tipo di ricerche ed estrazioni sul suolo regionale. Di questo parlano gli atti depositati in consiglio regionale dal 2010, quando nessuno ne parlava. Una richiesta arrivata ben prima dell’emergenza sisma. È importante però informare correttamente la cittadinanza che le tecniche esplorative contemplate in questo caso, autorizzate dalla Regione non prevedono il pericoloso fracking ma si tratta di micro cariche atte a far passare le trivelle esplorative. Sul tema delle perforazioni legate al sisma la Regione, nella persona del presidente Vasco Errani, ha dato seguito alle nostre preoccupazioni ed è stata da poco istituita una commissione d'inchiesta internazionale».

Stella Borghi degli Amici della Terra ci tiene a precisare che «tali operazioni andrebbero fermate subito. Soprattutto perché le autorizzazioni non garantiscono nessun tipo di sicurezza effettiva e vanno solo ad accrescere i privilegi economici delle società selezionate per le indagini minerarie».

« Bisognerebbe salvaguardare il patrimonio naturale- continua Borghi- senza metterlo continuamente a rischio. Il territorio ha già ampiamente dimostrato problemi geologici in occasione del sisma». A proposito di questo, recentemente il Dipartimento delle Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio ha escluso ogni relazione fra attività estrattive e terremoti: «Nessuna attività dell’uomo (sondaggi, perforazioni, prelievi di idrocarburi, prelievi di acqua) può creare

o indurre terremoti di intensità pari a quelli avvenuti. La profondità degli ipocentri dei terremoti registrati è generalmente superiore a 5-6 km, spesso oltre 10 km, e l'energia in gioco è tale da escludere qualunque possibile legame con attività umane».

Valentina Barbieri

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