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la nuova legge a convegno

Quote rosa nei cda, cosa cambierà a Reggio

Tra partecipate e quotate, nel 2013 gli ingressi femminili lieviteranno da 37 a 43

REGGIO. Nelle società partecipate dal Comune di Reggio le presenze al femminile all’interno dei cda passeranno - tra il 2012 e il 2013 - da 9 a 15. In quelle partecipate dalla Provincia, la cifrà lieviterà da 11 a 17; nelle aziende del territorio quotate in Borsa il numero aumenterà da 11 a 17. Totale? Se quest’anno nei consigli di amministrazioni di casa nostra il totale di “quote rosa” si ferma a 37, tra dodici mesi l’incremento traghetterà le donne a quota 43. Ma tutto ciò avverrà per legge - la 120 del 2011 - e non per mera volontà di chi è chiamato a eleggere o a nominare. Il calcolo, invece, è quello approntato da Maria Mondelli, consigliera di Parità della Provincia di Reggio. Che ieri ha fatto il punto della situazione locale durante il convegno intitolato “Avanti tutte”. Un appuntamento organizzato (all’hotel Astoria) da Comune e Provincia assieme all’Ordine dei commercialisti di Reggio. Enti locali e professionisti uniti nel voler affrontare la questione e proporre un «percorso di trasparenza e formazione» dedicato alla «corretta ed efficace applicazione della legge». A spiegare di cosa si tratti è stata ieri Maria Paglia, rappresentante dell’Ordine con delega alle Pari opportunità: «Procederemo - dice - tramite bandi che serviranno in qualche modo a “stanare” le donne. A far sì che si facciano avanti e che spediscano i loro curricula sulla base delle caratteristiche richieste. Saranno vagliati e poi resi pubblici mediante una banca dati. Come Ordine ci siamo fatti avanti, ma l’obiettivo è coinvolgere anche altre categorie: dagli avvocati agli architetti e gli ingegneri, agli esperti archivisti e donne di cultura. Ma siccome crediamo molto nella formazione, procederemo anche in questo senso, per fornire gli strumenti giuridici necessari a chi non ne ha pienamente». Il rischio reale? Che, così facendo, uomini e donne viaggino su due binari differenti quanto a modalità di accesso: «Vorremmo che questo percorso trasparente valesse per tutti», chiosa la Paglia. Riduttivo e svilente entrare in un cda “per legge”? «Può darsi, ma per cominciare, oggi, il nostro Paese ha bisogno di questo. La legge è transitoria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA


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