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Lo sfratto delle tende a Correggio scatena le polemiche, il Comune ci ripensa

Botta e risposta sui siti internet, Facebook e nei parchi dopo la decisione del Comune di Correggio di sgomberare le aree verdi pubbliche. Da lunedì, dopo lo stop che era stato imposto mercoledì, verranno invece create due aree attrezzate in altrettanti parchi.

CORREGGIO

Dopo la lettera della giunta comunale, apparsa come un rigido richiamo al regolamento comunale, che invita a liberare le zone pubbliche dalle tende improvvisate entro domenica, il popolo del web (oltre a quello reale) si scatena. E subito si divide. C’è chi è d’accordo con la decisione del primo cittadino e chiede uno sgombero veloce.

E poi c’è chi è solidale con queste famiglie, perché comprendono che l’ansia colpisce in modo diverso e perché, specie quando si ha a che fare con bambini, la paura aumenta. Che sia un atto giustificato o no, quello di piantare le tende in un campo comunale per molti è stata la soluzione migliore per farsi coraggio.

«Di giorno tutti lavoriamo e quello che ci dà sollievo è dormire fuori la notte», spiegano dal parco Monsignor Oscar Romero, in via Cellini. Qui, in linea di massima, c’è la maggior concentrazione di tende. E a chi dice che si approfittano di questa situazione rispondono: «Viviamo male qui, non siamo in campeggio. E’ pur vero che bisogna tornare alla normalità e non si può andare avanti così ma fino a quando ci sono scosse, come quelle di ieri, per noi la situazione è insopportabile. Sarà una sensazione ma noi le scosse, dormendo sulla terra, le sentiamo meno e questo fa vivere sereni i nostri bambini. Le nostre case sono agibili ma le piccole crepe ci fanno paura e le scosse, ai piani alti, sono un colpo al cuore. Dormirei in auto, nel parcheggio, ma come si fa a dormire in sei su un’auto? E poi, ci sarebbe un richiamo anche in quel caso?».

Queste famiglie, poi, si chiedono se davvero il problema sta nella sporcizia, nell’incuria e nei problemi igienici.

Puntuale, allora, arriva la risposta del sindaco, Marzio Iotti, dalla sua portavoce Paola Vignudini, capo di gabinetto del Comune: «E’ una lettera bonaria, che vuole invitare i cittadini a ritornare nelle loro case. E se abbiamo fatto recapitare questa lettera dai nostri vigili l’abbiamo fatto perché così potevano farsi spiegare quali problemi avevano. L’emergenza terremoto è passata e Correggio non è stato uno dei comuni più colpiti. Per questo i cittadini che hanno approfittato di questi spazi devono ritornare al più presto nelle loro abitazioni: sia perché le loro case sono agibili sia per ritornare alla normalità. Abbiamo chiuso già un occhio, c’è da rispettare un regolamento e, adesso, anche per quieto vivere con gli altri cittadini, abbiamo posto un freno. Comunque le sanzioni non sarebbero partite da lunedì e non era certo nostra intenzione farlo». E di fare un campo per l’emergenza non se ne parla. «Richiederebbe una notevole spesa di denaro. La priorità va data alle emergenze conclamate».

Due aree attrezzate. Intanto il Comune, 48 ore dopo la decisione dello sfratto, ci ripensa e decide di allestire due aree attrezzate a partire da lunedì 18 giugno. Questo il testo del comunicato dell'amministrazione comunale: "Il Comune di Correggio ha individuato due apposite aree che, a partire da lunedì 18 giugno, saranno adibite e attrezzate con i necessari servizi per il campeggio di chi ha paura a rientrare nelle proprie case a seguito delle numerose scosse di terremoto di questi giorni.
Le aree, che comunque saranno adeguatamente segnalate si trovano al Parco della Memoria, direzione Fazzano, oltre la Casa nel Parco e oltre il secondo filare di pioppi, e al Parco Oscar Romero in via Leonardo.
In considerazione del fatto che fortunatamente non risultano sfollati a Correggio, la decisione e l’impegno del Comune di Correggio fanno comunque seguito alla necessità - per ragioni di igiene e di sicurezza - di non poter consentire ulteriormente il camping non autorizzato e spontaneo nelle aree verdi pubbliche".

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