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Il 25 Aprile a Guastalla. Gli scout e il ricordo di don Pietro De Carli

La cerimonia in piazza in memoria del sacerdote guastallese ucciso a Torre Paponi, il corteo in via Gonzaga e il pranzo della Resistenza a San Rocco

GUASTALLA. "I Partigiani che oggi ricordiamo, sono giovani che hanno dato il loro futuro per garantire il nostro. Noi diamo loro almeno la memoria". Così la squadriglia “Gazzelle” formata da Chiara M., Beatrice, Lucia, Penelope, Rachele, Lidia, Francesca e Chiara B, nell’ambito della loro “impresa” che prevede un aiuto anche per Guastalla, hanno voluto celebrare, con la forza delle loro idee, il 67° anniversario della Liberazione. La mattinata si è aperta con la celebrazione della messa nella chiesa della Santissima, detta “dei Servi”, in piazza Vittorio Veneto, in memoria dei caduti della Resistenza. Intorno alle 11, in via Gonzaga, davanti a Palazzo Ducale, si è formato il corteo preceduto dalla banda. Presente l’amministrazione comunale al completo, con in testa il sindaco Giorgio Benaglia oltre al comandante e agli agenti della Polizia locale, della stazione carabinieri di Guastalla. Alla cerimonia ha presenziato anche il comandante della Compagnia Comando Stefano Pedroni. I vari rappresentanti delle istituzioni civili e militari hanno sostato, al suono del “Silenzio” davanti ai monumenti dei caduti e alle vittime dell’odio nazista. La banda, a passo di marcia, ha percorso alcune vie del centro per poi chiudere la manifestazione sul palco allestito in piazza Mazzini. Dopo l’intervento della rappresentante della squadriglia scout “Gazzelle” che hanno esposto cinque cartelloni sulla resistenza tra cui articoli di giornale sia recenti che dell’epoca sull’eccidio di Torre Paponi e dell’atroce morte di don Pietro De Carli. Il sindaco Benaglia, nel suo intervento ha ricordato i “primi resistenti”, ovvero quelle persone, tra cui anziani, donne e bambini, deportati nei campi di concentramento e ha aggiunto: "Non dimentichiamoci anche dell’apporto delle Forze Alleate, giovani provenienti da mezzo mondo che si sono sacrificati per la nostra Libertà dall’oppressione nazifascista. E purtroppo ancora oggi nel mondo ci sono tante guerre civili, lutti, lotte fratricide ed etiche. Dobbiamo impegnarci affinché queste cose non accadano mai più. Tutti parlano di “bene comune” ma bisogna che tutti ci mettiamo del nostro. Le ostilità devono essere discusse ad attorno ad un tavolo ma non lotte frontali". Poi ha preso la parola Primo Benatti, presidente dell’Anpi di Guastalla: "Il contributo che i Partigiani hanno dato alla Liberazione dell’Italia sono stati 80mila: tra loro, 20 Partigiani sono caduti a Guastalla. Si è aggiunto un altro eroe che è don Pierino De Carli che è stato bruciato vivo dalle SS. Lo ricordiamo e lo hanno ricordato qui le ragazze degli scout con i loro cartelli che hanno fatto sui quali dobbiamo riflettere per capire se gli ideali della Resistenza sono validi ancora oggi. Sono scomparsi? Che fine hanno fatto? Di onestà, moralità pubblica? Lascio a voi pensare cosa è rimasto di questi ideali. Riprendiamoci la democrazia!". Quindi l’interevento di Monica Rossi autrice del docufilm titolato “Casa Rossi” proiettato, lunedì sera, in sala civica, davanti ad un pubblico numeroso. Il figlio Bruno, all’epoca appena dodicenne, ha raccontato in un clima di commozione generale lo sterminio della sua famiglia, padre, madre e una figlia 18enne fucilati dai nazifascisti: "No so se sia stata la prima volta in cui mio padre mi ha raccontato la sua storia o se è stata la prima volta che io l’ho ascoltato – ha detto Monica - Sicuramente è stata la prima volta in cui ho percepito il suo dolore e la sua sofferenza. Questo mi ha fatto capire che il nostro passato non va dimenticato. Ogni giorno voglio ricordarmi il valore della Libertà e quante vite umane è costata". Infine l’intervento di Anna Scappi del coordinamento Anpi di Guastalla che ha ricordato, citando nome per nome, tutte le donne che hanno contribuito ai valori della Resistenza e tutte le “staffette” della Bassa reggiana morte per la libertà. La giornata si è chiusa al centro sociale “Paese in Festa” a San Rocco con il

“Pranzo della Resistenza” al quale hanno partecipato oltre 150 persone. Prima del pranzo sono state lette alcune lettere dei Partigiani. A fine pranzo c’è stato anche il simpatico teatrino dei burattini Ad Marion con le sue “Farse Antifasciste”. Mauro Pinotti

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