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Il ricordo di Nadia Caiti

Cgil, Istoreco, Anpi, Terra di donne, amici e colleghi, tante le testimonianze in memoria della storica

REGGIO

Dopo lo sgomento e il dolore per la tragica morte di Nadia Caiti, il mondo della cultura e della storia reggiano si sta muovendo, unito nel ricordo. Tanti i messaggi che le associazioni culturali e i movimenti con cui la professoressa ha collaborato hanno inviato, all’indomani di quello che pare essere un atto volontario. A riguardo, in queste ore, la Procura dovrebbe decidere se procedere o meno con le indagini autoptiche, dopodiché si potrà procedere ai funerali.

TERRA DI DONNE. Terra di Donne – associazione bassa reggiana esprime profondo e incolmabile dolore per l'amica e ricercatrice, professoressa Nadia Caiti che ci ha lasciate.

Nadia Caiti ,insegnante , socia della Società Italiana delle Storiche ,si è occupata da anni di storia orale , di memoria del movimento operaio e in particolare delle donne.

Meticolosa ,nella analisi dei documenti storici ,scrupolosa, osservante della metodologia scientifica di ricerca della raccolta delle fonti orali, ricca di idealità, convinta che le donne non occupassero socialmente il ruolo che meritavano nella società , si è impegnata instancabilmente senza sosta in una ricca , complessa e faticosa ricerca, unica nel suo genere perché ha saputo coniugare storia passata e recente, storia di donne native e migranti ,con diversi approcci - storico,politico , sociologico ed economico , e possiamo dire unica e ultima per la Bassa : “Dagli anni Settanta al Duemila - Donne della Bassa Reggiana - Tra Sogni e politica di ieri e di oggi”.

Sensibile ,gentile con il suo modo affabile metteva tutte/i a suo agio e noi, donne della Bassa Reggiana, avevamo individuato in lei , la ricercatrice che avrebbe scritto la storia , sull’agire politico e sociale delle donne dei diversi Comuni dalla Bassa .

Per diverso tempo ,munita di registratore e quaderno,in giornate piene di afa , con una calura insopportabile è venuta giù nella Bassa ad incontrare ,ascoltare e raccogliere le testimonianze di “quelle donne” che non accettavano che la loro memoria andasse dispersa e diventasse invece l’espressione di una memoria collettiva.

Un significativo impegno sociale e “militante” come lei amava definire il suo fare ricerca , viene espresso nell’audiovisivo realizzato in collaborazione con il regista Nico Guidetti sulle lotte degli anni 70 ,dove per giorni e giorni ha analizzato i fotogrammi di alcuni video d’ archivio sulle lotte e la condizione operaia .

Attraverso il lavoro di raccolta , del materiale storiografico che abbiamo messo a sua disposizione , abbiamo ripreso passione per l’impegno sociale e prima ,come Donne Bassa Reggiana ,poi come Terra di Donne abbiamo dato vita a questa Associazione a dimostrazione che il lavoro di ricerca sulla memoria,fatto con Nadia, ha funzionato .
Grazie tante Nadia , sarà impossibile non ricordare quello che ci hai lasciato .

Per tutte le donne  che l'hanno conoscita e hanno collaborato con lei .Anna scappi e Lucia Gardinazzi.

SPI-CGIL.   l Sindacato pensionati SPI Cgil di Reggio Emilia ricorda con profondo affetto e stima Nadia Caiti, insegnante e ricercatrice storica che per anni si è occupata di Storia orale e del recupero della memoria del movimento operaio, in particolare delle donne.

Nadia ha collaborato attivamente con il sindacato pensionati Cgil provinciale curando proprio per lo SPI la pubblicazione della biografia di Marisa Iori, ex sindacalista e donna impegnata nel sociale e in politica, volume che era stato presentato proprio l'8 marzo 2011 sul palco del cinema Cristallo in occasione della festa delle donne con le delegate Cgil e le pensionate SPI.  Recentemente aveva presentato all'Aula Magna dell'Università di Reggio l'ultimo libro “Dagli anni Settanta al Duemila – Donne della Bassa Reggiana, tra sogni e politica di ieri e di oggi” pubblicato in collaborazione con la Camera del Lavoro di Guastalla, Spi e la Cgil di Reggio.

Concordiamo con il giudizio espresso dall'Associazione Terra di Donne – associazione bassa reggiana che la descrive come una seria professionista nel lavoro “Meticolosa nella analisi dei documenti storici, scrupolosa e osservante della metodologia scientifica di ricerca della raccolta delle fonti orali, ricca di idealità, convinta che le donne non occupassero socialmente il ruolo che meritavano nella società”.

Anche nel lavoro svolto per lo SPI e per la Camera del Lavoro di Reggio si è impegnata instancabilmente, senza sosta in una ricca, complessa e faticosa ricerca, unica nel suo genere coniugando storia passata e recente, storie di donne native e migranti.

Sensibile, gentile, scrupolosa Nadia ci ha insegnato a rispettare la memoria storica delle persone anziane, ma soprattutto ci ha insegnato ad ascoltare con attenzione tutti coloro che potevano portare testimonianze preziose per la ricostruzione di una memoria collettiva.

Grazie Nadia per la tua preziosissima collaborazione, per il tuo lavoro, per il tuo sorriso che non potremo dimenticare.

ANPI E ISTORECO. Anpi e Istoreco hanno appreso con sgomento della tragica morte di Nadia.
La vogliono ricordare per il suo impegno di ricercatrice e di insegnante e della sua lunga collaborazione con Istoreco a cavallo degli anni Novanta e Zero.
Del suo lavoro è già stato scritto, ma qui ci limitiamo a citare tra le numerose opere, di cui è stata apprezzata coautrice, "La memoria dei rossi, testimonianza di comunisti reggiani", (a cura di Antonio Canovi) e, da ultimo, stava collaborando con Istoreco, insieme ad altri, alla stesura della biografia di Gianetto Patacini, segretario del PCI reggiano dal 1969 al 1973, opera che sarà pubblicata nel corso di quest’anno, 30° anniversario della morte.
Un libro che sarà anche un omaggio a Nadia Caiti e alla sua serietà di ricercatrice e insegnante.

IL FORUM PROVINCIALE DELLE DONNE. La coordinatrice del Forum provinciale delle donne, Vera Romiti esprime il proprio cordoglio. "Una donna - ricorda la Romiti - che ha saputo generosamente spendere competenza e passione al servizio della ricerca storica e del bene comune. Il suo impegno, il suo sostegno e la sua forza ci mancheranno. Alla famiglia vogliamo esprimere le più sentite condoglianze"

LE AMICHE. Dopo il dolore che toglie il fiato, ricordarti, Nadia, apre uno squarcio di sole nel cuore gelido di ognuna di noi, restituendoci il tuo sorriso soave e consolante.
Noi amiche, e compagne di “pezzi” della tua intensa vita, noi che ti abbiamo conosciuto nelle tue diverse stagioni, vogliamo dedicarti questi pochi e inadeguati pensieri perché altre e altri, che hanno incrociato le loro vite con la tua, possano unire la loro sofferenza alla nostra. E ricordare…
Il tuo impegno generoso, fin da ragazza, accanto ai più deboli, nella formazione e nella società civile, per aiutare, sostenere, dare un contributo sempre disinteressato, senza mai chiedere nulla in cambio.
La tua vicinanza e il tuo impegno più recente a favore dei malati di sla, il lavoro con le associazioni che si occupano di questa drammatica condizione per rivendicare i diritti fondamentali di chi ne è colpito e aprire percorsi di speranza.
Il tuo lavoro, una vita professionale offerta al mondo, il desiderio, mai venuto meno, di trasmettere ai più giovani il tuo sapere vivo, incarnato, sempre attuale e coinvolgente.
Il tuo impegno nella ricerca storica, appassionato e rigoroso, la documentazione raccolta con determinazione e riesaminata mille volte con scrupolo infinito, il metodo intransigente, la cura puntuale della pubblicazione.
Ma soprattutto la passione per i temi che ci sono cari, il femminismo, il movimento delle donne, lo studio sulle origini e sui mutamenti, sulle ragioni di quei meravigliosi moti, sussulti e pensieri che hanno scosso il mondo, e hanno animato anche la nostra piccola comunità locale.
Sempre accogliente e delicata nell’approccio agli altri, la modestia, al limite del disconoscimento delle tue indiscusse qualità, il tratto che ti caratterizzava, e che spesso suscitava le nostre reazioni amorevolmente irritate.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
L’intensità dei tuoi affetti, il dono dell’amore incondizionato alle persone care, il pudore nel manifestare il “male di vivere” che ti attanagliava.   
Hai dato tanto a questa comunità, hai profuso a piene mani doni di sapere, competenza e passione civile a tutte noi. Ci rimane il rimpianto, doloroso e acuto, di non aver dato a te (a te così generosa) nuove ragioni per vivere.
Ricorderemo il tuo lavoro di ricerca, così importante e non sempre valorizzato, che si proietta molto oltre i confini locali, il tuo valore intellettuale e civile, il tuo impegno speso per migliorare il mondo e le persone che lo abitano.  
Ma questo è il momento del ricordo personale e del nostro abbraccio all’amica che ci ha lasciato.  

Carla Ruffini  Piera Vitale  Donatella Chiossi  Anna Maria Tagliavini  Maria Grazia Ruggerini  Amabile Carretti  Maria Pia Cominci  Magda Diavolio  Marianella Casali  Concetta Pindilli  Anna Scappi  Lucia Gardinazzi, e le tante altre che hanno conosciuto e amato Nadia

CDS VILLA COUGNET. A Nadia piaceva fare le cose in modo rigoroso. Un rigore che ha trasfuso nel suo lavoro di storica, restituendoci studi sempre ben annotati e circostanziati. Con ciò, alla storia non poneva domande di circostanza. C’era passione, in Nadia. Una passione che le ha fatto scegliere, nel corso della sua esistenza, di stare da una parte precisa, quella delle donne. E con ragione e sentimento ha interpretato, sino all’ultimo, i propri compiti di educatrice.
Cara Nadia, con te, forse mai davvero scanzonata, appartata alla città, una città invero poco generosa nei tuoi confronti, abbiamo trascorso alcuni momenti importanti, tra sogni e politica, come ti è piaciuto immaginare della tua vita. Tratteniamo, in noi, la eco della tua bella risata.
Roberta Pavarini, Sandra Palmieri, Giuliana Ferrari, Lorena Mussini, Antonio Canovi

SETTIMANA DONNA. Le donne del gruppo di maggioranza Uniti per Novellara impegnate in queste settimane nella programmazione delle iniziative della terza edizione della rassegna “Settimana donna” desidera ricordare Nadia Caiti, donna, professionista e ricercatrice reggiana: “Apprendiamo con sgomento della scomparsa di Nadia, che abbiamo voluto fortemente per la presentazione del suo libro “Dagli anni Settanta al Duemila. Donne della Bassa Reggiana, tra sogni & politica

di ieri e di oggi” durante le iniziative di Settimana Donna. La ricorderemo sempre come instancabile e appassionata ricercatrice sul lavoro e sulla condizione femminile. Cercheremo di non disperdere la preziosa eredità che ha donato a tutte le donne con la sua ricca documentazione storica”

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