Quotidiani locali

Pippo, il passerotto che vive in casa da otto anni

Una professoressa di Carpineti lo ha salvato e “adottato”: vive libero ma non se n’è mai andato, nemmeno quando ci sono le finestre aperte 

CARPINETI

Vi è mai capitato di raccogliere un piccolo di passerotto caduto dal nido? E’ successo anche al giovane Alberto Bertacchi che, impietosito, lo ha affidato alle cure della sua vicina di casa, la professoressa Anna Cataldi. Ciò che rende straordinaria questa storia è che, otto anni dopo, quell’uccellino ancora svolazza felice nel suo appartamento. E non ha nessuna intenzione di volare fuori tra gli alberi con i suoi simili.

«Si chiama Pippo – racconta la docente, che lavora alle scuole medie di Arceto – perché pensavamo fosse un maschietto: quando ha iniziato a fare le uova abbiamo capito che era una femmina. Secondo me, non sa di essere un uccellino… Si sente uno di noi. Anche se è sempre libero e ci sono le finestre aperte non se ne va».

IL SALVATAGGIO. Tutto è iniziato quando Pippo è caduto dal nido, a pochi giorni di vita. «Abbiamo provato a metterla in giardino, sperando che i genitori la potessero riaccogliere, ma niente. Piangeva disperata. Così, l’ho tenuta in casa e ho iniziato a nutrirla. Era impaurita, poi ha iniziato ad aprire il becco tutte le volte che mi vedeva. E piano piano è cresciuta».

Con la sua mamma umana, Pippo ha iniziato a fare anche i primi voli. «Prima saltellava, poi ha iniziato a volare. Non è mai stata in gabbia, è sempre restata libera in casa. E’ sempre sulla mia spalla».

PASSEROTTO DOMESTICO. «Mi riconosce – assicura la professoressa Anna – e quando mi sente arrivare inizia a cinguettare. Ma capisce anche quando la chiamo. E se uno prova ad alzare la voce e a sgridarla, beh lei risponde cinguettando ancora più forte. Non ha affatto paura».

A casa Cataldi, insomma, è un passerotto l’animale da compagnia. «Va a dormire dietro una tenda e se la chiami si affaccia e canta. Ha una gabbietta, ma non ci va mai. Sa però che quelle sono cose sue e se le tocchi viene a vedere.Mangia con noi: quando mi siedo a tavola con mia madre e mio fratello, lei è sulla mia spalla».

Qualche inconveniente c’è. «Sporca un po’ dappertutto e bisogna sempre pulire. Ma è bello averla con noi. Certo, questo non è un invito a tenere questi animali in casa. Lei non ha mai voluto andare via, anche se d’estate teniamo le finestre aperte. E ora inizia ad avere una certa età…».

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics