Quotidiani locali

Rifiuti, la discarica Sabar verso la pensione: chiuderà nel 2015

Novellara: la decisione è stata presa. E sopra i bacini esauriti con l'immondizia rimarranno solo boschi, aree verdi e pannelli fotovoltaici

NOVELLARA. Se ne parlava da tempo, si è sentito dire più volte e da più parti, ma ora è ufficiale, è scritto nero su bianco nel Piano d’ambito e nel Piano provinciale di gestione dei rifiuti approvato recentemente dalla Provincia e dai Comuni reggiani, finalizzato a garantire per il futuro nella nostra provincia una gestione dei rifiuti al riparo da ogni emergenza, secondo criteri di sicurezza e autosufficienza. La discarica di Novellara va a esaurimento e chiuderà entro il 2015.

Altre previsioni del piano riguardano l'aumento della raccolta differenziata, dal 58,4% del 2010 al 67,2% nel 2014; la realizzazione di un impianto di Tmb (Trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati); lo spegnimento dell’inceneritore di Cavazzoli nel maggio del 2012.

La Sabar rimarrà invece come polo di recupero: con impianti di trattamento, prima dell’avvio alle strutture specializzate nel riciclaggio dei vari materiali, della carta, della plastica e della frazione verde della raccolta differenziata (sfalci e potature).

L'impianto per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilabili di via Levata è nato nel 1982 per volontà degli otto Comuni dell’ex comprensorio della Bassa reggiana (Novellara, Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Poviglio, Reggiolo) ed è entrato in funzione nel marzo del 1983; gestito dal Comune di Novellara fino al settembre del 1994.

La Sabar (Servizi ambientali Bassa reggiana), la società per azioni costituita appositamente dai Comuni, è subentrata nell’ottobre del 1994. Il terreno, in località Casaletto, era stato individuato all’interno di un’area valliva costituita prevalentemente da formazioni argillose-limose essenzialmente impermeabili. Fin dall’inizio, per la progettazione e la realizzazione dei bacini e per la gestione e i controlli, furono scelte le tecniche più avanzate; per cui, nel corso degli anni, non si sono mai verificati problemi particolari nè di efficienza nè di sicurezza per l’ambiente circostante. Il tutto costantemente monitorato e certificato dall’Ausl, dall’Arpa e più recentemente dall'agenzia europea Emas. Per queste sue caratteristiche, nel corso degli anni è stata visitata e presa a modello da numerose delegazioni di tecnici italiani ed europei. A partire dal 1996 ha deciso di sfruttare il biogas proveniente dai rifiuti in una centrale di cogenerazione per produrre energia elettrica e per il riscaldamento delle serre gestite dalla cooperativa sociale Il Bettolino. I primi otto bacini esauriti sono stati ricoperti da un bosco, con la messa a dimora di arbusti e piante autoctone. Dal bacino 9 in poi, dalla primavera scorsa, i bacini esauriti vengono invece ricoperti da impianti fotovoltaici.

Quando nel 2015 la discarica andrà in pensione, rimarranno sul posto solo un’area verde e un vasto impianto di pannelli solari. Mentre l’impianto di cogenerazione andrà alla chiusura con il progressivo esaurimento del biogas. Non è al momento prevista, ma neppure esclusa, la realizzazione di un impianto e produzione di energia elettrica a biomassa.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

Trova Cinema

Tutti i cinema »

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

In edicola

Sfoglia Gazzetta di Reggio
e porta il cinema a casa tua!3 Mesi a soli 19,99€

ATTIVA Prima Pagina
ilmiolibro

Scarica e leggi gli ebook gratis e crea il tuo.