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Nel Bunker di Andrea Rovacchi

A tu per tu con uno dei fonici più importanti della musica indipendente

Andrea Rovacchi è sicuramente uno dei fonici più importanti del panorama musicale indipendente italiano.

Proprietario del Bunker Studio, di Via della Stazione a Rubiera, ha lavorato negli anni con diversi artisti del calibro di Vinicio Capossela, Modena City Ramblers, Cisco, Giardini di Mirò, Cut, Settlefish, Julie's Haircut, Offlaga Disco Pax, Graziano Romani o Marlene Kuntz. Prima che lo rilevasse lui nel 2007, il Bunker era infatti lo studio B dello storico Esagono.

Andrea Rovacchi, classe 1972, tastierista della band Julie’s Haircut, rilevò solo successivamente l’attività dagli ex soci dell’Esagono che lo avevano invece aperto nel 2000: «Prima del Bunker quello che fungeva da studio B - commenta Rovacchi - era lo studio Vida, situato in una casa colonica, nella stalla di proprietà della fam. Ferraboschi».

La fortuna di questo studio è frutto della professionalità del giovane fonico e di particolari caratteristiche architettoniche della struttura, che rendono il suono molto armonico: «Nella sala di ripresa principale-spiega Rovacchi- l'alto soffitto, che raggiunge i 6,5 metri di altezza, permette di ottenere un riverbero naturale, ampio e caldo che aiuta molto nelle ripresa di strumenti acustici. Adiacenti alla sala di ripresa principale ci sono altre due stanze di dimensione e acustica differente. Questo studio all’epoca della sua costruzione fu concepito per poter permettere di effettuare registrazioni di combo di ¾ elementi in presa diretta, potendo però mantenere una buona separazione delle varie fonti sonore in modo da poterle poi facilmente elaborare in fase di mixaggio, cosa che non era possibile fare al Vida e all’Esagono che erano studi concepiti in maniera differente. La regia è dotata di strumentazione sia analogica, che digitale di primissima qualità. Al mixer, un Mci jh 636, sono collegati due registratori analogici, uno a 24 tracce (Mci jh 24) e l'altro a 16 (Studer A 80Mkii), tutti e due con formato da 2 pollici. Non manca poi un sistema da Hard disk recording da 32 tracce. Andrea Rovacchi inizia la sua esperienza come sound engeneer nel settembre del 1994, presso lo Studio Esagono e nei successivi anni prestata il suo lavoro per numerose produzioni nazionali ed internazionali di vario genere musicale.

Qual è stato il suo primo approccio a questo mondo?

«Ho iniziato ad avvicinarmi a questo mondo-commenta- nelle sale prove che c’erano a Montecchio Emilia, il mio pese natale. Avevo 16 anni e avevo iniziato a suonare con una band montecchiese, si chiamava L.B. Lacertae, e ai ragazzi di questo gruppo, che erano tutti più grandi di me, il comune di Montecchio aveva dato la disponibilità di utilizzare questi spazi insieme alla scuola di musica che all’epoca era coordinata dall’insegnante di chitarra, Renzo Casamatti. Sistemammo un paio di sale, in mezzo c'era una regia e il primo registratore a cui mi approcciai fu un R8Fostex (8 tracce a nastro), ai tempi andava molto. Diverse band passarono di lì per registrare i propri demo: come gli allora Gigantic di Paolo Lusenti (Radio Alice) e di Cesare Anceschi (Radiostars ). Il ’94 fu però il vero anno di svolta, quando incontrai Claudio Morselli allaFesta dell’Unità di Montecchio. Suonavano gli AFA di Fabrizio Tavernelli e Claudio era il loro fonico. Chiacchierammo molto quella sera e quando mi parlò dello studio che aveva da poco aperto mi incuriosì subito, gli chiesi se sarei potuto andare a vederlo e dopo pochi giorni mi presentai».

Da qui in poi Andrea Rovacchi entrerà sempre più a contatto con il panorama musicale: «Il 20 settembre del ’94- ricorda- andai all’Esagono e mi ritrovai faccia a faccia con Luciano Ligabue e i Negrita, che stavano registrando il brano dal titolo ‘L'han detto anche gli Stones’ contenuto nell'album A che ora è la fine del mondo». Rovacchi ha tre grandi maestri ad insegnargli il mestire di fonico, Arcangelo Kaba Cavazzuti, Claudio Morselli e Fabio Ferraboschi: «Tutti e tre mi hanno insegnato e trasmesso molto. Mi ricordo che nel primo periodo affiancai soprattutto Fabio, che lavorava spesso nello studio B, Il Vida. Kaba

in quel periodo seguiva per lo più i Modena City, di cui era produttore mentre Claudio era al lavoro con Ligabue. ‘Buon Compleanno Elvis’ decretò non solo il successo del Liga, ma anche dell'Esagono. Un vero boom: tutti volevano registrare lì!

(g.a)

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