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’Ndrangheta: “Voti a Zobbi”, l’inchiesta della Boccassini

I clan e le elezioni del 2008 nel mirino dei magistrati. Il nome del politico reggiano - esponente dell’Udc - spunta nell’ordinanza del gip di Milano. Dieci le persone arrestate in coordinamento con la Dda di Reggio Calabria

REGGIO. La ’ndrangheta incanalò voti a ridosso di molte elezioni. Non solo. Lo fece anche nel 2008, e - stando a quel che si legge nelle carte del tribunale di Milano - a giovarne avrebbe dovuto essere anche Tarcisio Zobbi, reggiano, oggi membro della direzione provinciale dell’Udc, ma consigliere provinciale dal 2004 al 2009. Tre anni fa Zobbi si candidò alle politiche. Ed è lì che spunta il suo nome.

Tutto emerge dall’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini e dai pm Paolo Storari e Alessandra Dolci: dieci le persone arrestate ieri a seguito dell’indagine svolta in coordinamento con la Dda della procura di Reggio Calabria.

Ma nell’ordinanza del gip di Milano, Giuseppe Gennari, a un certo punto si legge che «i tre presunti affiliati alla 'ndrangheta, Giulio Lampada, Leonardo Valle e Raffaele Firminio, hanno ostacolato il libero esercizio del voto, in occasione di competizioni elettorali, facendo confluire preferenze su candidati a loro vicini». I riferimenti sono alle «regionali in Calabria dell’aprile 2005», «alle elezioni politiche dell’aprile 2008», e, fra le altre cose, «alle elezioni alla Provincia di Milano del giugno 2009».

I tre esponenti mafiosi, come scrive il gip, avrebbero fatto confluire i voti verso candidati «a loro vicini, tra i quali Sarra Alberto, per le regionali in Calabria dell’aprile 2005 (non venne eletto, ndr), attualmente sottosegretario alle Riforme e semplificazione amministrativa (della giunta regionale, ndr); Alati Giuseppe Adolfo, nelle elezioni al Comune di Reggio Calabria del maggio 2007 e della Regione Calabria del maggio 2010; Oliverio Antonio, alle elezioni per il Comune di Milano del maggio 2006, assessore della Provincia di Milano agli Affari generali, Turismo e moda, fino a maggio 2009; Morelli Francesco, per le regionali in Calabria del marzo 2010, attualmente consigliere regionale». E poi ancora: «Zobbi Tarcisio, alle elezioni politiche dell’aprile 2008, consigliere della Provincia di Reggio Emilia dal 2004 al 2009; Vagliati Armando, nelle elezioni alla Provincia di Milano del giugno 2009 e alla Regione Lombardia del marzo 2010; Fedele Luigi, alle elezioni per la Regione Calabria del maggio 2010, attualmente consigliere regionale». I tre arrestati, scrive il gip, si sarebbero fatti carico «in alcuni casi, nel corso degli anni, di organizzare eventi e/o riunioni, in prossimità delle competizioni elettorali». Tra questi eventi il gip cita anche una serata al Cafè de Paris a Roma qualche giorno prima delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile del 2008 «a cui parteciparono, tra gli altri, Morelli Francesco (il consigliere regionale calabrese del Pdl arrestato, ndr), Giglio Vincenzo (medico), Giuseppe Chiaravallori, vice presidente Autorità garante per la protezione dei dati personali e l’onorevole Antonio Buonfiglio». Il nome di Zobbi sarebbe anche in talune intercettazioni, dove il politico reggiano è citato a proposito di un sostegno da fornire a un candidato nelle Marche. In carcere,

tra gli altri, Giuseppe Vincenzo Giglio, presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria per corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale aggravato dalla finalità di favorire l'associazione mafiosa.

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