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Due chili di cocaina: uno scarcerato e l’altro resta dentro

Indagini dei Ros dei carabinieri che hanno compiuto due arresti in un appartamento di Rubiera

Si è dichiarato completamente estraneo al narcotraffico internazionale il 39enne calabrese Carlo Luciano Macrì, arrestato nella sua abitazione rubierese con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, ma ha ammesso la detenzione di due chilogrammi di cocaina, scoperti e sequestrati nel suo alloggio. Durante l’intervento dei carabinieri dei Ros, gli investigatori hanno trovato anche un’altra persona presente nell’abitazione che Macrì aveva preso in affitto alcuni anni fa. Si tratta di Giovanni Gentile, calabrese di 30 anni, che era ospite dell’amico e che è stato tratto in arresto assieme al padrone di casa. I due sono comparsi ieri mattina davanti al Gip del tribunale di Reggio, Giovanni Ghini: erano assistiti dagli avvocati Filippo Giunchedi e Silvia Ciancia.

Al termine dell’udienza il giudice si è riservato di decidere sulla posizione di Macrì, mentre ha disposto l’immediata scarcerazione di Gentile.

La clamorosa maxi operazione denominata «Crimine 3» contro la ’Ndrangheta e il narcotraffico internazionale – che ha portato venerdì a 40 arresti fra Italia, Stati Uniti, Spagna e Olanda – si era ramificata anche nella nostra provincia e specificatamente a Rubiera, in un’insospettabile abitazione.

I carabinieri del Ros hanno eseguito a Rubiera l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Carlo Luciano Macrì, ma nella perquisizione successiva non sono mancate le sorprese.

In casa sono stati trovati due chili di cocaina ed è finito nei guai (per spaccio di stupefacenti, ma non legato all’operazione antimafia «Crimine 3») anche Giiovanni Gentile, presente nell’abitazione al momento del blitz dei Ros. Ora s’indaga nel Reggiano per capire a chi fosse destinata tutta quella «polvere bianca».

L’operazione «Crimine 3», svolta dai carabinieri in collaborazione con la Dea statunitense

e la Direzione centrale servizi antidroga, ha delineato la struttura del cartello calabrese implicato nel narcotraffico, costituito da un consorzio tra le cosche reggine Jerinò di Gioiosa Jonica, Aquino di Marina di Gioiosa Jonica, Bruzzese di Grotteria, Pesce di Rosarno e Commiso di Siderno.

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