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Cervarolo, il giorno più lungo oggi la sentenza per l’eccidio

Al tribunale militare di Verona ultimo atto del processo agli ex militari tedeschi responsabili nel 1944 di atrocità in Appennino. Attesa una folla di familiari, amministratori e partigiani

VILLA MINOZZO

Una troupe della televisione tedesca Rtl ha percorso le stradine, salito e disceso le scale di Cervarolo, intervistato gli abitanti per raccogliere ricordi, dolori mai sopiti di quel tragico 20 marzo 1944, quando altri tedeschi con le divise della divisione Hermann Goering arrivarono qui per compiere una crudele e sadica mattanza: 24 uomini trucidati sull’aia del borgo solo per terrorizzare la popolazione, per tentare di isolare i partigiani, per fare terra bruciata intorno alla Linea Gotica che tagliava in due l’Italia.

Oggi la stessa troupe sarà a Verona, nell’aula del tribunale militare, per riprendere l’ultimo atto di quello che quasi sicuramente è stato l’ultimo processo in Italia contro ex militari tedeschi accusati di eccidi e stragi di popolazioni inermi commessi tra il 1944 e il 1945.

L’ultimo atto con la lettura della sentenza che non solo i diretti interessati, ma tutti i democratici e le persone che credono nella giustizia attendono da 67 anni. Anzi, da 67 anni, tre mesi e 17 giorni.

Ma nell’aula del tribunale veronese ci saranno soprattutto loro: i familiari, i parenti delle vittime (centinaia di vittime tra il Modenese, il Reggiano e il versante toscano) e ci saranno sicuramente anche i testimoni diretti, i sopravvissuti, quei bambini di allora che dopo tanti anni hanno trovato la forza di testimoniare, d’inchiodare alle loro immense responsabilità gli ex soldati di quella divisione Goering che la storia ha tragicamente abbinato a luoghi simbolo della barbarie nazista: Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto.

Ma ci saranno altri ad ascoltare le parole che pronuncerà il giudice Vincenzo Santoro. Saranno gli amministratori di enti pubblici che si sono costituiti parti civili perchè, come i pubblici ministeri e gli avvocati hanno ribadito, stragi come Cervarolo e le altre sono stati atti di barbarie compiuti non solo contro singoli ma contro intere comunità, con uccisioni, incendi, saccheggi di interi paesi. Poi ci saranno anche i giovani, come è già avvenuto in occasione di altre udienze, quando intere classi di studenti sono arrivate con i loro insegnanti a Verona per una lezione in diretta di storia. E ci saranno anche loro, i vecchi partigiani.

Non ci saranno invece loro. Non ci sono mai stati e l’età c’entra fino ad un certo punto, perchè dalle intercettazioni telefoniche raccolte durante le indagini vengono fuori parole e comportamenti che non manifestano nessun pentimento. Sono gli imputati, gli ex ufficiali e sottufficiali di quell’esercito

che doveva dare al Terzo Reich mille anni di gloria. Sono rimasti in sette, all’inizio dell’inchiesta avviata da quel caparbio e capace sostituto procuratore che si chiama Marco De Paolis, erano di più.

Oggi è il giorno più lungo per Cervarolo e gli altri luoghi dell’orrore.

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