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Oltre 15mila volontari dalla parte di Ascmad

Presentato un progetto che prevede l’adozione del progetto solidale per acquistare un macchinario sofisticato da 3 milioni di euro

Centro sociali e solidarietà sono un binomio che da anni commina insieme e con risultati tangibili e per i prossimi due anni i 15mila soci dei 51 centro sociali della provincia di Reggio aderenti ad Ancescao hanno adottato il progetto dell’associazione onlus Ascmad -Pro.ra.

I centro sociali reggiani hanno abbracciato l’ambizioso sogno di poter acquistare un nuovo acceleratore lineare di ultima generazione che ha un costo di circa 3 milioni di euro.

La nuova macchina, consentirà di effettuare nel reparto di Radioterapia, diretto dal primario Cinzia Iotti, trattamenti più veloci e in tempi ridotti, migliorando così non solo la terapia ma anche la qualità di vita degli stessi pazienti.

L’azione di solidarietà che si svilupperà nei prossimi biennio con una seria di iniziative che vedranno impegnati gli oltre 15mila volontari soci, è stata illustrata ieri pomeriggio ad una trentina di presidenti presso il centro sociale Tricolore.

A presentarla, oltre al presidente dei coordinamento dei centri sociali Giancarlo Bonetti, il direttore generale dell’ Arcispedale Santa Maria Nuova Ivan Trenti, il presidente di Ascmad-Pro. Ra Giovanni Fornaciari e il primario di Radioterapia e vice presidente dell’associazione Cinzia Iotti.

A motivare questa scelta di affiancarsi all’ Arcispedale è stato Giancarlo Bonetti, sottolineando l’orgoglio con cui i reggiani hanno accolto il riconoscimento del nostro nosocomio come Irccs.

«A conferma della professionalità e del livello tecnologico raggiunto. Che non è disgiunto da una grande passione e profonda umanità del lavorio quotidianamente svolto dai medici e dal personale sanitario» ha aggiunto.

D’altra parte per Ivan Trenti la solidarietà dei centri sociali «è un ulteriore stimolo a continuare sulla strada intrapresa e che ha fatto dell’Arcispedale uno degli centri all’ avanguardia in Regione, con una dotazione tecnologica di 90mila euro per posto letto rispetto ad una media nazionale di 50mila euro».

A spiegare i vantaggi per cura e ricerca che il nuovo acceleratore lineare porterà

grazie alla raccolta di fondi al Reparto di Radioterapia («considerato uno dei punti di eccellenza dell’ Arcispedale», ha detto Trenti) sono poi stati Giovanni Fornaciari e Cinzia Iotti a chiudere il giro di interventi.

Roberto Fontanili

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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