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Restaurato il rifugio delle Cadoniche

Busana: lavori quasi ultimati grazie all'opera dei volonatari L'edificio venne costruito nel 1976 sul suolo degli Usi civici

 BUSANA. E' un luogo incantevole del crinale è tornato all'antico splendore grazie al contributo di tanti volontari. A dare notizia del restauro del Rifugio delle Cadoniche è il bollettino interparrocchiale del crinale «Oltre lo Sparavalle», che racconta anche la storia di questa piccola struttura a monte di Cervarezza.  «Era il 1976 quando un gruppo di abitanti di Cervarezza decise di costruire una piccola baita sul terreno di proprietá degli Usi civici, in localitá Cadoniche, sulla sommitá del monte Campestrino. I mezzi erano scarsi ma la volontá tanta e quindi, con l'utilizzo di materiali che oggi definiremmo di recupero, nell'arco di un'estate la struttura fu quasi ultimata» si legge. Tra gli ideatori del progetto figuravano Nino Galassi, attuale presidente del gruppo amici rifugio Canoniche, Riziero Mughetti, Benito Alfieri e i compianti Enrico Romei a cui il rifugio è dedicato, Gino Primavori e Gisberto Rosselli.  Da allora in oltre 30 anni, la struttura è sempre stata luogo di aggregazione e ritrovo, finchè non ha cominciato a sentire gli inevitabili «acciacchi» del tempo. Da pochi anni a questa parte hanno dunque preso vita interventi di ristrutturazione e recupero, a partire dallo smaltimento del tetto in amianto nel 2007; nel 2008 fu eletto il Consiglio del Gruppo amici rifugio Canoniche. «Poi in accordo col Comune - prosegue il bollettino interparrocchiale - venne presentato un progetto che, una volta approvato dagli organismi preposti Parco, Comunitá montana, prevedeva la demolizione dell'edificio e la costruzione del nuovo con l'utilizzo di pietra e legno. I lavori, quasi ultimati, sono iniziati nel maggio 2009 e hanno visto la partecipazione di numerosi volontari. Il capitale necessario è stato recuperato, anche se non ancora integralmente, grazie a diversi interventi. In primis
un tesseramento sociale con oltre 100 iscritti».  Il Comune, oltre che con un contributo, ha partecipato facendosi carico della fase progettuale, mentre gli Usi civici di Cervarezza hanno pagato la copertura in legno lamellare. Offerte sono giunte anche da Pro loco e Fondazione Manodori. (l.t.)

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