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Dopo il museo di Gazzano si cerca di aprirne uno nel capoluogo montano

I celebri presepi di Pigozzi forse avranno una seconda casa

 CASTELNOVO MONTI. E' ormai da annoverare a pieno titolo tra i «prodotti tipici» dell'Appennino e ora si inizia a parlare, per i diorami presepiali, anche di una possibile seconda sede museale - dopo quella giá aperta alcuni anni fa a Gazzano di Villa Minozzo - a Castelnovo Monti. Tutto è partito dalla fama raggiunta dal presepista gazzanese Antonio Pigozzi: per chi volesse ammirare le ultime produzioni di questo artista è in corso la mostra «Presepi e Presepi» nelle sale espositive di Palazzo Ducale, a Castelnovo (fino al 30 gennaio). La mostra è basata su una serie di presepi ambientati nei luoghi e nei borghi dell'Appennino reggiano, la «patria» di Pigozzi.  Diorami e scene aperte, in prevalenza di piccole e medie dimensioni, nei quali, accanto ad alcuni presepi provenienti da collezioni private, Pigozzi ha allestito nuove scene realizzate per l'occasione e ispirate ad angoli, particolari architettonici e scorci di antichi borghi rurali dell'Appennino che accolgono le figure della Nativitá.  Tra questi vanno citati la bella e raccolta corte di Monchio dei Ferri (Casina), la minuziosa rappresentazione di scene di vita a Casa Manari (Busana), un piccolo borgo ai piedi della Pietra di Bismantova, un paesaggio appenninico di fantasia che pare contaminarsi con particolari di ambientazione alpina.  In queste e in altre vedute, elementi provenienti da luoghi diversi vengono accostati e fusi fino a ricreare una sorta di borgo ideale. Una delle scene più belle è ambientata nell'aia dei caduti di Cervarolo, il borgo montano nel quale, durante la seconda guerra mondiale, si è consumata una sanguinosa strage nazista. Assieme a Pigozzi espongono alcuni apprezzati presepisti italiani: Pellegrino De Risi, Antonio Floris, Erminio Fracasso, Massimo Storti e Paolo Storti, Romano Bertola. Completano la mostra le immagini «a tema» dei fotografi James Bragazzi e Linda Zanni. E' il sindaco Gianluca Marconi a commentare la mostra lasciando spazio per un dibattito che potrebbe aprirsi su un museo permanente sul presepe a Castelnovo: «Nonostante il difficile momento che le amministrazioni locali attraversano per i forti tagli apportati dal governo alle spese culturali, la collaborazione con Antonio Pigozzi prosegue da più di 10 anni, periodo in cui la qualitá della sua creazione artistica è cresciuta molto. Al punto da far nascere l'idea, sostenuta anche dal consenso di diversi cittadini, di progettare,
proprio a Castelnovo, un'esposizione permanente dei presepi di Pigozzi che si colleghi a quella giá esistente a Gazzano e che possa aprirsi ad altre collaborazioni con presepisti di alto valore artistico-culturale. Sul tema vorremmo aprire un dialogo con altri enti e con le parrocchie». (l.t.)

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