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Albinea. E’ iniziata proprio quest’anno l’attivitá dell’acetaia comunale

Una grande festa d'autunno fra ciccioli e aceto balsamico

ALBINEA. Profumo d'autunno, del mosto dolce, delle foglie che cadono: sapori di casa, delle tradizioni di un tempo, dell'infanzia e della nostra terra. Nelle giornate di sabato e domenica la Festa d'autunno Ciccioli Balsamici di Albinea ha incuriosito e conquistato grandi e piccini grazie alla sua avvolgente atmosfera paesana e casereccia.

Ciccioli e aceto balsamico sono diventati così protagonisti e si sono lasciati ammirare in questa «full immersion» alla scoperta dei riti e dei procedimenti che vorticano attorno alla loro lenta e suggestiva nascita. «Questa sagra - ha dichiarato il presidente della Pro-loco di Albinea, Adriano Corradini - vuole essere una chiara dimostrazione della bellezza delle cose buone e fatte con amore».

 Così continua Adriano Corradini: «Proprio quest'anno è iniziata l'attivitá dell'acetaia comunale che sará una sorta di culla dell'aceto balsamico rigorosamente gestita dai due supervisori scelti, Alessandro Colla e Vilmo Del Rio, e che costituirá un ottimo trampolino per far conoscere l'importanza dell'aceto balsamico. Il nostro intento è stato infatti quello di produrre un aceto puramente albinetano che da oggi ai prossimi 12 anni si trasformerá da semplice mosto ad un prodotto di elevata qualitá che racchiuderá tutti i profumi e le caratteristiche dei vini dei colli di Albinea-Borzano».

Tutti i procedimenti dal travaso alla spillatura verranno segnati su un registro che costituirá una sorta di diario di vita di questo aceto e sará la garanzia della sua alta qualitá. «Anche grazie all'appoggio dell'universitá Di Modena e Reggio e del Consorzio Abt di Reggio siamo certi che questa impresa dará ottimi frutti», conclude Corradini.  Primo Montanari, fotografo albinetano, piccolo produttore di aceto e membro della Confraternita dell'Aceto Balsamico spiega l'iter per arrivare al cosiddetto oro nero emiliano.

 «La materia prima principale dell'aceto balsamico - dice - è di certo il mosto che deve essere di uva bianca o di Lambrusco. Dopo averlo fatto sobbollire e averlo fatto ridurre di circa la metá, il mosto cotto viene travasato nei contenitori di acciaio inox e lì si attende la fermentazione naturale e la trasformazione dello zucchero in alcool. In seguito l'alcool viene trasformato in aceto da particolari batteri e viene trasferito nella batteria di botti».  Alla sagra erano presenti anche tanti produttori di ciccioli che, con i loro paioli e la loro maestria, hanno mostrato alla cittadinanza la creazione dello sfizioso e peccaminoso cibo degli dei.

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