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MANO PESANTE DEL TRIBUNALE

Condannati gli spacciatori
che frequentavano il cimitero

VETTO. Si sono «rifugiati» nel patteggiamento _ quindi con sconto di pena di un terzo _ i due spacciatori che pensavano d'aver trovato un «deposito» sicuro per l'hascisc nel cimitero di Vetto. Ma la «mossa» giudiziaria _ effettuata ieri mattina in tribunale a Reggio _ non ha evitato al 57enne Jonni Taghetti di Toano e al 38enne Mirco Lusoli di Quattro Castella una pena pesante: 4 anni e 2 mesi di carcere (nonché 20mila euro di multa) per il primo, 3 anni e 2 mesi e 14mila euro di multa per il secondo. L'avvocato difensore Alessandro Conti ha concordato la pena, in udienza, con il pm Luca Guerzoni.

VETTO. Si sono «rifugiati» nel patteggiamento _ quindi con sconto di pena di un terzo _ i due spacciatori che pensavano d'aver trovato un «deposito» sicuro per l'hascisc nel cimitero di Vetto.
L'UDIENZA. Ma la «mossa» giudiziaria _ effettuata ieri mattina in tribunale a Reggio _ non ha evitato al 57enne Jonni Taghetti di Toano e al 38enne Mirco Lusoli di Quattro Castella una pena pesante: 4 anni e 2 mesi di carcere (nonché 20mila euro di multa) per il primo, 3 anni e 2 mesi e 14mila euro di multa per il secondo. L'avvocato difensore Alessandro Conti ha «concordato» la pena, in udienza, con il pm Luca Guerzoni: un patteggiamento poi avallato dal giudice Renato Poschi. Sul diverso destino processuale dei due imputati _ entrambi presenti in aula e «spalleggiati» dai familiari _ hanno pesato i precedenti penali (Taghetti era stato arrestato in passato in Francia perché trovato in possesso di ben 70 chili di cocaina). Il 57enne sconterà la pena in carcere, mentre il giudice ha concesso gli arresti domiciliari (nella casa dei genitori a Quattro Castella) a Lusoli.
IL PEDINAMENTO. L'operazione _ coordinata dal pm Valentina Salvi _ che ha portato ad incastrare Lusoli e Taghetti da parte dei militari del capitano Mario Amoroso, era partita dalla segnalazione di alcuni movimenti sospetti vicino al cimitero.
Movimenti poi rilevati dagli uomini del nucleo radiomobile che nella tarda serata del 25 maggio avevano notato in sosta vicino al camposanto di Vetto un furgone, alla cui guida si trovava Taghetti.
Una volta allontanatosi quest'ultimo, i militari avevano effettuato un'ispezione dalla quale emergeva, in un'area verde attigua, la busta con gli stupefacenti, nascosta nell'erba alta. I carabinieri erano così rimasti alcune ore in osservazione della zona, fino a quando Taghetti e Lusoli non tornavano a bordo di un'auto. A quel punto erano scattate le manette.
IL TRAFFICO. Venivano così sequestrati 19 panetti di hascisc, del peso complessivo di circa un chilo, tutti contrassegnati da un bassorilievo raffigurante un cavalluccio marino. «Il valore della merce è piuttosto rilevante _ aveva rimarcato il capitano Amoroso durante la conferenza-stampa tenutasi nella caserma di Castelnovo Monti _ e soprattutto è stato interrotto un canale che riforniva il territorio della media momtagna in modo abbastanza significativo. I due contavano sulla sacralità e sull'isolamento notturno del cimitero di Vetto per agire indisturbati». (t.s.)

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