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La moglie: «Patrimonio che l’Europa ci invidia»

La lettera «aperta» inviata da Isabelle Roth, vedova di Otello Sarzi

Nel 1997 per volere di Otello Sarzi è stata costituita la Fondazione Famiglia Sarzi a Bagnolo in Piano con l’intento di creare un museo permanente dei burattini e marionette, dei materiali scenici e dell’archivio letterario, articoli e bozzetti di scena di Otello Sarzi. La convenzione con il Comune di Bagnolo è scaduta nel novembre 2007 e i burattini devono trovare un’altra collocazione. Da parte del Comune non è stato fatto nulla per realizzare il museo, anche se la Fondazione Famiglia Sarzi ha fornito a loro un piano museale architettonico e di progetto culturale.

Il patrimonio della Fondazione Sarzi è composto da circa 2.000 burattini, materiale scenico e archivio cartaceo di grandissimo valore artistico e culturale. Grazie agli interventi dell’Istituto dei Beni Culturali dell’Emilia Romagna sono stati restaurati circa 250 burattini ed è stata fatta una disinfestazione di tutto il materiale di Otello Sarzi, materiale che purtroppo ancora è in un magazzino a Pieve Rossa. Otello Sarzi è stato uno dei primi innovatori del «Teatro di Figura» in Italia, tanto è vero che lui ha trasformato il teatro dei burattini tradizionali in un vero teatro sperimentale, lavorando con tutti i materiali possibili immaginabili e affrontando testi impegnativi come Brecht, Majakowskji, Kafka, Beckett, Pirandello... per citare solo alcuni.

Otello Sarzi è stato conosciuto in tutto il mondo, essendo non un semplice burattinaio, ma un uomo di teatro e di cultura. Purtroppo qui in Italia non si tiene conto delle origini della cultura italiana, un po’ come sta succedendo con la commedia dell’arte, anche i burattini sono stati messi in seconda categoria.

Come mai in Francia, in Svizzera, in Spagna e nei paesi dell’Est, il teatro di figura ha un posto equivalente al grande teatro? In Francia non solo è un’espressione teatrale che ha conquistato tutta la popolazione, ma esistono diversi teatri stabili di burattini e marionette, festival in tutta la Francia (il più importante a Charles-ville Mézières) oltre che a diversi studi sulla marionetta ed il burattino nel campo pedagogico e nella cura dei bambini malati. Tanto che sono pervenute delle richieste dalla Francia e dalla Svizzera per custodire il materiale di Otello Sarzi. Ma prima di emigrare, vorremmo essere sicuri che non vi sia la volontà e l’esigenza di valorizzare questo patrimonio importante da parte del paese d’origine di Otello Sarzi. Così Mauro Sarzi, figlio di Otello Sarzi, si sta occupando, attraverso l’uso del burattino, della cura di persone malate oppure persone uscite dal coma (vedi la casa dei risvegli a Bologna) suscitando grande interesse non solo nazionale ma mondiale. Noi come famiglia ci preoccupiamo di come andrà a finire tutto questo patrimonio artistico e culturale.

Speriamo che almeno i 250 burattini restaurati ed il materiale documentario possano trovare un luogo dove saranno visibili e dove intorno a quel luogo
si potranno svilppare diverse attività, scuola, archivio, teatro sperimentale, esposizioni contemporanee sul teatro di figura, spettacoli di teatro di figura. Lancio un appello per trovare una nuova casa per i burattini e le marionette di Otello Sarzi.

Isabelle Roth

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