Menu

Il Rigoletto si conferma
miglior ristorante reggiano

Sempre più solo in vetta alla classifica dei migliori ristoranti secondo la guida dell'Espresso 2008. Così appare l'oramai leggendario Rigoletto di Reggiolo, che con 17 punti, de cappelli, il bicchiere ed il fiore che indica un locale di particolare «piacevolezza complessiva» vince la medaglia d'oro della cucina per quanto riguarda Reggio e provincia. Al locale oramai celebrato dello chef Gianni D'Amato e della moglie Fulvia, un mezzo punto in meno rispetto all'anno scorso ma una maggior distanza nei confronti di tutti gli altri. In ogni caso mantengono i due cappelli, vale a dire il titolo di cucina eccellente ed in Emilia è superato soltanto da l'Osteria la Francescana con 19 punti mentre è a pari merito con il san Domenico di Imola.
«In questo luogo la qualità del cibo e l'arte con quale viene elaborato e presentato è pari alla bellezza del luogo. Col passare del tempo - sottolinea la Guida - l'ambiente una settecentesca villa e la cucina di Rigoletto, sono cresciuti di pari passo, in un processo in cui ancora non si intravvede la fine. Se le calde ed accoglienti salette elegantemente arredate sono un sicuro rifugio nelle giornate invernali, è con l'apertura del lussureggiante giardino estivo che la villa offre il meglio si sé. In questa ricca ambientazione un vero giardino delle delizie di storica memoria, la cucina è altrettanto generosa e golosa, il servizio è impeccabile». Quasi dall'altra parte della provincia e in diagonale rispetto all'immaginaria linea che la attraversa sta il secondo ristorante, del resto come l'anno passato: a quota 14,5 (mezzo punto in meno) si trova Mamma Rosa a San Polo d'Enza dove il pesce fa da protagonista anche in presenza di proposte di terra di ispirazione lucana. Nella guida vengono lodate le preparazioni semplici d questo locale: la zappetta di fagioli, di «sarconi» con calamari e dulcis in fundo i dessert raccontati dal proprietario soddisfano qualsiasi palato. Dall'estremo ovest della nostra all'estremo Est a Rubiera dove troviamo Osteria del Viandante a parimerito con Mamma Rosa guadagna mezzo punto e si aggiudica anche il bicchiere che indica una particolare cura nelle ricerca e nel servizio dei vini internazionali e nazionali. Qui è di casa la carne anche cruda: «il sogno di ogni carnivoro» doc; tuttavia è possibile anche «scottarla» da sé utilizzando la pietra ollare al centro dei tavoli. Ma la guida si raccomanda solo pochi secondi: «questa carne non va mortificata come qualsiasi bistecca: dato che è «figlia» di anni di ricerca e salezioni».
Sempre a Rubiera che si consolida come polo della buona tavola si trova a stabile a 13 punti Arnaldo la Clinica Gastronomica regno della tradizione emiliana: «splendidi» il prosciutto il Parmigiano reggiano, l'erbazzone, il brodo ed il bollito. Nella stessa piazza del Viandante e di Arnaldo si trova l'enotavola «Oh, perbacco» segnalata per l'ottima hamburger di chianina su pane tostato ai semi di sesamo e uovo all'occhio di bue prelibati assaggi di formaggi italiani e francesi. Dopo Rubiera, un altro polo significativo della ristorazione eccellente è il territorio intorno ai Scandiano dove troviamo il ristorante Bosco che si consolida a 14 punti e la Rostaria al Castello che da 13,5 passa a 13. Schietta viene definita la cucina nel primo, poiché attinge dalla tradizione rielaborandola con grande gusto in qualche caso, come ad esempio il tortino di zucca con crema di Parmigiano e Aceto balsamico tradizionale gnocchi di spinaci con formaggio d'alpeggio i tortelli verdi con salsa di noci. Per quanto riguarda la Rostaria di Luciano Tognetti, la guida si sofferma anche sull'eleganza e l'atmosfera intima del locale e tra i piatti le tagliatelle con prosciutto di Parma e porri. A quota 13,5 l'anno scorso si trovavano gli unici tre ristoranti di Reggio: «Alti Spiriti», «Cinque pini da Pelati» e «La Cupola» a quota 13,5.
Quest'anno nessuno di loro è menzionato dalla guida dope invece si affacciano timidamente tre nuovi locali: «A mangiare» con 12,5, la «Trattoria della Ghiara» con 13 ed il «Caffè Arti e Mestieri» che viene segnalato. Spostandosi ancora a sud, vale a dire verso la nostra montagna, troviamo a Carpineti Ca' del Merlo un locale «tutto pesce» che con 13 punti perde mezzo punto rispetto al 2007.
Scendendo verso la prima collina a Quattro Castella si incontra il nuovo locale «Ca' Matilde» che con 13 punti si piazza nella Guida 2008. Guadagna mezzo punto la Ghironda di Montecchio gestito da Daniele Stragapede (chef) e Camillo Fochi che l'anno scorso è entrato per la prima volta nella guida.
«I piatti, pieni
di sapore - commenta la guida - hanno una leggerezza inaspettata». Lì vicino a Cavriago s'incontra Picci che si merita la citazione parimenti al 2007: in questo luogo regnano l'aceto balsamico, i funghi e i tartufi: ingredienti per piatti tradizionali.
Giulia Bassi

I COMMENTI DEI LETTORI

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro