Quotidiani locali

l'opinione

Consultazioni, è come "House of cards" ma in versione pizzaiola

Si sta divertendo come un matto chi s’appassiona all’infinito serial della politica repubblicana, giunto alla settantatreesima stagione e sempre ricco di retroscena, di patti siglati e traditi in una notte, di segreti spifferati e di verità negate, di fughe in avanti e di caporettiane ritirate. Raramente in passato i veti, gli insulti, gli innamoramenti, gli abbandoni e i ritorni di fiamma sono stati tanto frequenti e clamorosi come in questi giorni. House of Cards alla pizzaiola.

Chi invece ha altro di cui occuparsi, ossia la maggioranza degli italiani alle prese con tasse, lavoro, scuola, sanità, pensioni, comincia a chiedersi se le scelte fatte nelle cabina elettorale il 4 marzo consentiranno di vedere presto all’opera un governo all’altezza dei tempi, certo non facili.

Ieri per qualche ora è sembrato che il “... mai al fianco di Berlusconi” fosse solo l’ultimo degli editti e delle regole autoimposti che il Movimento 5 Stelle sta via via archiviando (a breve salterà anche il limite alle due legislature, vedrete). La capacità degli (ex? ) grillini di cambiare pelle per adeguarsi alle necessità del momento ha infatti pochi precedenti nella politica italiana. Di quel che pensavano, dicevano, giuravano anche solo pochi mesi fa rimane ormai poco o niente. Non viene meno, legittimamente, la voglia di guidare il paese.

Per adesso, però, non a tutti i costi. La malleabilità etica e politica di Di Maio e dei suoi fedelissimi non è ancora tale, dopo aver accusato per anni Matteo Renzi di aver “inciuciato” con il “pregiudicato di Arcore” siglando il famoso patto del Nazareno del 18 gennaio 2014, da renderli pronti a discutere con il Cavaliere programma e lista dei ministri. Altra cosa sarebbe incassare i voti dei senatori e dei deputati del Cavaliere e di Giorgia Meloni, non indispensabili per avere la maggioranza in Parlamento nel caso di accordo esclusivo pantastellato-leghista: è una strada percorribile, fanno capire.

Nulla è lineare e trasparente, però. Nel primo pomeriggio di ieri, alla fine dell’incontro con la presidente del Senato, incaricata dal Quirinale di verificare la possibilità di un accordo M5S-Centrodestra, Matteo Salvini aveva fatto intravvedere un varco nel muro tra il segretario della Lega e Luigi Di Maio, eretto dai contrapposti protagonismi mai smussati del mese e mezzo trascorso dalle elezioni. I due s’erano parlati a lungo in mattinata, dunque era sembrato che avessero trovato una qualche forma di accordo. Alla prova dei fatti, invece, il capo politico del Movimento ha tenuto, in parte, il punto: uscendo in serata dall’incontro con Elisabetta Alberti Casellati ha detto che non se ne parla di sedersi al tavolo delle trattative con Forza Italia e Fratelli d’Italia perché “il contratto di governo alla tedesca è un’offerta alla sola Lega”. Ma “non si può impedire ad alcuno di sostenere una maggioranza”. Nemmeno a FI e FdI.

Tutto chiarissimo, per quanto frutto di bizantinismi lessicali. Quel che da mesi risulta evidente – Di Maio e Salvini sono destinati a incontrarsi – appare più probabile quando fa buio a Roma di quanto non fosse all’alba del secondo giorno di esplorazione della presidente del Senato. Impossibile prevedere se coroneranno il sogno nei prossimi giorni o tra qualche mese, oppure addirittura dopo nuove elezioni, l’anno prossimo.

Il rischio è che la volatilità dell’elettorato alla fine li punisca. Sia nella Lega che nei Cinquestelle parecchi temono che chi li ha appena votati “di pancia” possa ragionare sull’opportunità di fare la stessa scelta quando avranno di nuovo la scheda tra le mani.

A meno che il remake nostrano delle vicende di Frank e Claire

Underwood non finisca per appassionare anche loro. La fiction è quasi sempre meglio della realtà. E al momento Di Maio, Salvini e tutti gli altri sembrano più personaggi creati da abili sceneggiatori che politici interessati al destino del paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Reggio Emilia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori