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Tim stringe l'accordo per il calcio sugli smartphone

Trattative con Mediaset anche per fiction e film. Approvato il budget per il 2018, il piano dell'amministratore delegato Genish punta a più cassa e margini

Tim mette a fuoco le strategie per il prossimo triennio. L'amministratore delegato Amos Genish sta lavorando al nuovo piano industriale, lo porterà all'approvazione del consiglio di amministrazione il 6 marzo ma, come d'abitudine, prima della fine dell'anno le linee guida vengono anticipate in consiglio e quest'anno il budget per l'anno è stato approvato con tre mesi di anticipo confermando «le linee guida fornite in occasione dell'approvazione del Piano Strategico 2017-2019». Produrre margini e aumentare la generazione di cassa sono gli obiettivi del piano «incentrato sulla creazione di valore per massimizzare convergenza e offerte in bundle scalabili sfruttando al massimo l'estensione delle reti ultrabroadband di Tim in fibra e LTE» e su «un maggiore e migliore utilizzo di data analytics e digitalizzazione, che contribuirà a migliorare l'efficienza».

Dal consiglio di amministrazione fiume che si è svolto a Roma, il management ha ottenuto disco verde a proseguire le trattative con Mediaset per un nuovo accordo pluriennale sui contenuti (film, serie tv, notizie) che potrebbe essere attivo già nel 2018 ma anche su quel che resta della stagione primaverile della Serie A, della Uefa Champions League 2018 e di altri eventi calcistici internazionali offerti da Premium. La joint venture con Canal+ invece, che i sindaci revisori avrebbero voluto riclassificare come operazione tra parti correlate di maggioranza, è stata confermata come operazione con parte correlata di minore rilevanza ribadendo,con delibera assunta a maggioranza, «interesse, convenienza e congruità delle condizioni dell'iniziativa, riepilogandone la motivazione nel contesto della pianificazione strategica in corso di definizione».

La Rete si conferma un dossier caldo per Tim e l'amministratore delegato ha portato in consiglio «una panoramica dello scenario regolatorio, tenendo conto dei punti di vista del governo e delle autorità di settore». La presentazione ha trattato i diversi

modelli di separazione confrontandoli con altre esperienze internazionali. «Nei prossimi mesi il management continuerà vagliare le diverse ipotesi per stabilire se la separazione della rete sia necessaria per rispondere agli input delle Istituzioni e per creare valore» si legge in una nota.

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