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Il welfare di Poste per i dipendenti

Innovativo accordo tra azienda e sindacati, nasce il Fondo sanitario di assistenza integrativa

ROMA. Più soldi in busta paga, il riconoscimento degli arretrati, il rafforzamento della previdenza integrativa ma, soprattutto, la nascita di un Fondo sanitario in grado di garantire l’assistenza integrativa gratuita ai propri dipendenti. Il negoziato Poste-sindacati per il rinnovo del contratto di lavoro (2016-18) va a buon fine e irrobustisce, come chiedevano le parti sociali, il sistema di welfare aziendale. Il personale non dirigenziale ha ottenuto 103 euro di aumento pro capite (di cui 81,5 per aumenti salariali, 12,5 per Fondo sanitario, 8 come Fondo Previdenza integrativa, pari a un incremento del contributo aziendale dall’1,9 al 2,3% della retribuzione utile) e 1 euro di maggiorazioni per alcuni istituti contrattuali. Inoltre è prevista una “una tantum” di 1.000 euro per il 2016-17, che i dipendenti riceveranno con lo stipendio di gennaio 2018.

Ma il piatto forte della firma consiste, appunto, nell’adesione collettiva dei lavoratori al Fondo sanitario di Poste Vita attraverso un piano di prestazioni specifico per i dipendenti del gruppo guidato da Matteo Del Fante. «Oggi il mercato – spiega l’ad – pone importanti sfide a cui siamo chiamati a rispondere con uno sforzo di produttività e un impegno comune». Il piano è articolato in due parti e prevede un livello base, ovviamente gratuito, al quale si affianca un livello “plus”, a pagamento, che prevede ulteriori prestazioni. Il livello base, in linea generale, si articola su 7 macro-aree: ricovero per i grandi interventi chirurgici, indennità sostitutiva giornaliera per gli stessi interventi, diagnostica di alta specializzazione, visite specialistiche ambulatoriali, prestazioni per mamma e bambino, prestazioni di prevenzione cardiovascolare e oncologica e prestazioni odontoiatriche. Per tutte queste tipologie, Poste (convenzionata a 5mila strutture sanitarie) prevede la copertura sanitaria totale che, ad esempio, può arrivare, nel caso degli interventi chirurgici più complessi, a rimborsi fino a 75 mila euro annui. Tra l’altro l’assistenza (della quale usufruiscono i dipendenti fino a 70 anni di età) può essere estesa anche ai componenti del nucleo familiare fino a 65 anni. Con il pacchetto “plus” (500 euro per coprire l’intera famiglia), i dipendenti possono beneficiare di ulteriori coperture. Il contratto parla di rendita mensile pagata per tutta la vita in caso di non autosufficienza, di rimborso ticket sanitari per accertamenti diagnostici e di pronto soccorso, di un capitale fisso pagato alla diagnosi di una grave
malattia e di un capitale fisso pagato in caso di decesso da malattia o infortunio. «Il risultato – spiega Walter De Candiziis, segretario generale Failp-Cisal – è fortemente improntato ai temi della solidarietà, della difesa salariale e dell’occupazione».

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