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Giornata mondiale della schiavitù, Mattarella: "Nega la dignità dell'essere umano"

Nel mondo esistono 40,3 milioni di schiavi moderni. Un caso particolare è quella della Mauritania: l'etnia dominante ritiene che sia un diritto di nascita

ROMA. La schiavitù non è una storia vecchia e lontana, una specie di fiaba horror da raccontare ai nostri bambini. Le immagini girate dalla Cnn degli africani venduti al mercato in Libia come bestiame, sono solo una delle molte testimonianze. Nel mondo si stimano 40,3 milioni di “schiavi moderni” secondo il Global Slavery Index stilato dall'associazione Walk Free: una definizione che oltre alle forme tradizionali, comprende anche il lavoro e i matrimoni forzati, oltre allo sfruttamento sessuale. E con le baraccopoli romane che presentano un tasso di matrimoni precoci più alto del Niger (il 77%, secondo l’Associazione 21 Luglio) e le campagne di tutta Italia flagellate dalla piaga del caporalato, è facile capire che la schiavitù non solo non è lontana nel tempo, ma neanche nello spazio.

Giornata mondiale contro la schiavitù, l'appello dell'attivista di Ira Mauritania Yacoub Diarra è un'attivista che lotta contro la schiavità in Mauritania. Un Paese che è distante appena quattro ore dall'Italia e dove gli arabo-berberi al potere si sentonto in diritto di sottomettere i loro simili, in particolar modo quelli di etnia harratin. Diarra ha sperimentato in prima persona le carceri mauritane, così come il suo leader Biram Dah Abeid, che fu prigioniero di coscienza per Amnesty International e nel 2013 ha ricevuto il Premio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Secondo il Global slavery la Mauritania è il settimo Paese al mondo in cui la schiavitù è più praticata: si stimano 43mila persone in questa condizione. Nella giornata mondiale contro la schiavitù Diarra chiede il rilascio dei suoi compagni di lotta ancora in carcere e desidera far conoscere "al mondo libero" la vergogna del suo Paese. Il 16 dicembre sarà in piazza insieme a tante e tanti a Roma per di chiedere diritti senza confini Fight/right - Diritti Senza Confini, Roma 16 Dicembre (video di Coalizione internazionale sans papiers e migranti)

La dignità umana. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto ieri sull’argomento, proprio nella Giornata mondiale per l’abolizione della schiavitù, in cui si ricorda la firma della “Convenzione per la repressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui” del 2 dicembre 1949. “Solo pochi giorni fa le brutali immagini di migranti venduti all'asta sulla base di un “valore” che li equipara a merce - scrive il presidente nel suo messaggio - ci hanno ricordato quanto sia ancora presente un fenomeno che nega alla radice la dignità dell’essere umano. A fianco della schiavitù tradizionale altre se ne sono aggiunte, quasi sempre collegate alla tratta dei migranti”.

La maggior parte delle schiave sono donne. Lo sfruttamento colpisce in particolare le donne. Secondo il Global slavery index rappresentano il 71% delle schiave. “È per questo che a Montecitorio abbiamo voluto organizzare dieci giorni fa un incontro delle Camere di Italia e Nigeria – ha spiegato la presidente della Camera Laura Boldrini - dedicato proprio alla lotta contro la tratta, che è il nome contemporaneo della schiavitù. Le donne che arrivano da quel Paese sono per l'80 per cento vittime di tratta finalizzata allo sfruttamento della prostituzione”.

Il caso della Mauritania. Un caso particolare è quello della Mauritania, dove gli attivisti dell’associazione Ira vengono frequentemente arrestati dal governo per le loro manifestazioni antischiaviste. Anche il leader Biram Dah Abeid, insignito del Premio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2013 e prigioniero di coscienza secondo Amnesty international, è stato arrestato più volte e detenuto in condizioni di salute precarie.  L’etnia arabo-berbera al potere sostiene che la schiavitù sia un diritto di nascita, un abitudine culturale che fa della Mauritania il settimo Paese al mondo con il tasso più alto di forzate e forzati del sesso e del lavoro, nonostante una legge proibisca la pratica. Secondo il Global slavery index sono 43mila gli schiavi nel Paese africano. Anche l'Ira Mauritania sarà alla grande manifestazione del 16 dicembre a Roma, Fight/Right, dove i migranti chiederanno diritti senza confini e l'abolizione di ogni forma di schiavitù.

 

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