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È a tempo il lavoro per i giovani

Contratti a termine per 1 su 4. Primo impiego grazie a parenti. Più della metà non si trasferisce

ROMA. Sono 12 milioni e 700mila i giovani tra i 15 e i 34 anni in Italia (il 21% della popolazione residente), 8 milioni hanno chiuso il percorso di studi. Tra questi la quota di occupati è pari al 60%, vale a dire 4 milioni e 800mila. La fotografia, scattata sul secondo trimestre 2016, è dell'Istat. Ma lo scatto è in chiaroscuro: oltre un giovane su quattro ha un lavoro a termine e sempre uno su quattro un impiego part-time, e non per scelta. Quattro su dieci hanno trovato un posto grazie alla segnalazione di parenti, amici o conoscenti. E, nonostante tutto, tre su cinque non sono disposti a trasferirsi per motivi di lavoro. Studiare, comunque, paga. Anche se non sempre pienamente.

I dati confermano che il tasso di occupazione cresce all’aumentare del livello di istruzione (più alto tra le donne) e, infatti, tra i giovani usciti dal percorso formativo sale al 72% per i laureati, si attesta al 63% per i diplomati mentre si ferma al 47% per chi ha un titolo di studio basso. Lo sbocco nel mondo del lavoro non è detto, però, che corrisponda alle aspettative e al percorso svolto: il 41% dei diplomati e il 31% dei laureati dichiarano che per svolgere adeguatamente il proprio lavoro sarebbe sufficiente un più basso livello di istruzione rispetto a quello posseduto.

In generale, il 28% degli occupati tra i 15 e i 34 anni ha un lavoro a termine o una collaborazione; il 24% un impiego a orario ridotto, «nella maggioranza dei casi per l’impossibilità di trovare un’occupazione a tempo pieno». Poco più di un giovane su due ha un'occupazione dipendente a tempo indeterminato (55%). Per entrare nel mercato del lavoro spesso funzionano di più i canali informali, in altre parole una raccomandazione: quasi quattro giovani occupati su 10 (38%) dicono, infatti, di aver trovato lavoro con la segnalazione di parenti, amici o conoscenti. E questo resta il canale più diffuso. Il secondo è quello della chiamata diretta. Invece, soltanto l’11,9% dei giovani ha ricevuto, nel 2015 «una qualche forma di aiuto nella ricerca di lavoro da parte di una istituzione pubblica». Le difficoltà finiscono per segnare le scelte di molti. Ma non di tutti. In Italia, dicono i dati Istat, quattro giovani disoccupati su dieci (39%), laureati in
testa, sarebbero disponibili a trasferire per motivi di lavoro la residenza (soprattutto dal Mezzogiorno). Oltre la metà anche ad andare fuori Italia. Ma, guardando il dato da un altro punto di vista, tre giovani su cinque non sarebbero disposti a cambiare casa e città per trovare lavoro.

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