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Europa da completare nel segno dell'unità

Nel discorso sullo stato dell’Unione il presidente della Commissione Juncker ha rivendicato la via dell’unità, della solidarietà e degli investimenti durante la crisi: oggi la crescita europea supera quella americana, la disoccupazione scende e gli occupati nell’Ue sono al massimo storico. Gli investimenti salgono, i deficit pubblici scendono ma in modo attento a non danneggiare la crescita.

Vanno completate l’unione dell’energia, della sicurezza, del mercato dei capitali, bancaria e il mercato unico digitale. L’Ue ha concluso accordi commerciali con il Giappone e il Canada; presto con il Messico e l’America Latina; e apre negoziati con Australia e Nuova Zelanda. Ha proposto un meccanismo di vigilanza sugli investimenti esteri rispetto alle industrie strategiche, una nuova politica industriale europea, e più impegno contro i cambiamenti climatici. Sui migranti l’impegno europeo ha portato a una riduzione in agosto degli sbarchi sulla rotta del Mediterraneo dell’81% rispetto al 2016. Ha ringraziato l’Italia per aver salvato moltissime persone. L’Ue ha accolto 720.000 rifugiati, più di Usa, Canada e Australia insieme. Il Trust Fund Ue per l’Africa rafforzerà le opportunità lì e faciliterà i rimpatri.

L’Ue deve difendere i suoi valori: libertà, eguaglianza e stato di diritto; senza cittadini di serie B. I bambini devono avere accesso ai vaccini, non morire per malattie evitabili come accaduto anche in Italia. Serve un’Autorità europea del lavoro perché lo stesso lavoro nello stesso posto sia pagato uguale. Vanno rispettate le sentenze della Corte di Giustizia dell’Ue. Su questi valori va costruita un’Europa più unita, forte e democratica.

Più unita: tutti gli Stati membri entrino nell’area Schengen; si crei un meccanismo di sostegno per la convergenza e l’adesione all’Eurozona degli Stati ancora fuori; tutti aderiscano all’unione bancaria; si stabiliscano standard sociali europei. Va mantenuta la prospettiva dell’allargamento verso i Balcani, anche se non a breve. La Turchia si sta allontanando dall’Ue, minando lo stato di diritto e perseguitando i giornalisti, ma l’Unione sostiene i cittadini turchi e i loro diritti.

Più forte: passare dal voto all’unanimità a quello a maggioranza qualificata per decidere su mercato unico, fiscalità, digitale. Il Meccanismo Europeo di Stabilità va trasformato in un Fondo Monetario Europeo nel quadro dell’Ue. Il Commissario per gli affari economici e finanziari dovrebbe diventare il Ministro europeo dell’economia e delle finanze, anche vice presidente della Commissione e presidente dell’Eurogruppo, e responsabile di fronte al Parlamento europeo. Serve una forte linea di bilancio specifica per l’Eurozona nel quadro del bilancio dell’Ue. Contro il terrorismo va creata un’unità di intelligence europea e una procura anti-terrorismo. Il Fondo Europeo per la Difesa e l’avvio della Cooperazione Strutturata Permanente sono i primi passi vero l’Unione della difesa, e serve anche un’agenzia per la cyber-security.

Più democratica: Juncker sostiene l’idea di una circoscrizione europea alle elezioni europee, e soprattutto che i partiti europei presentino i propri candidati alla presidenza della Commissione alle elezioni europee, creando un vero dibattito europeo sui programmi e facendo scegliere i cittadini. Unendo la presidenza della Commissione e del Consiglio Europeo si avrebbe un presidente unico, con una forte legittimazione democratica derivante dalle elezioni europee.

Il 29 marzo 2019 il Regno Unito uscirà dall’Ue. Per Juncker il giorno dopo in un Consiglio Europeo straordinario in Romania (presidente di turno) dovrà prendere decisioni fondamentali su queste proposte, per andare alle elezioni europee
con un’UE di cui i cittadini siano più soddisfatti.

Senza nascondere le debolezze dell’Ue (il bilancio dell’UE è lo 0,9% del Pil) Juncker ha unito pragmatismo e visione, con proposte volte a fornire risposte sempre più efficaci ai cittadini.

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