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Ecco i 66 edifici pubblici e privati contenenti amianto in provincia di Reggio Emilia

La mappatura effettuata dall'Arpa dell'Emilia Romagna contiene però anche i siti parzialmente bonificati
L'Ausl: tumori in aumento, è l'onda lunga - Guarda i dati completi di tutta la regione - Tutti gli articoli

 

REGGIO EMILIA. La Regione Emilia Romagna, con Delibera di Giunta regionale n. 1302 del 5 luglio 2004, ha approvato il Progetto “Mappatura delle zone del territorio regionale interessate dalla presenza di amianto”. Nel Progetto sono stati prescelti gli edifici pubblici o privati aperti al pubblico per tutelare la salute sia della popolazione professionalmente esposta, sia della popolazione generale, tendendo a eliminare totalmente l’esposizione a tale sostanza o, quanto meno, a ridurla ai livelli minimi possibili.

 

Open Data, la Regione Emilia-Romagna è inadempiente

I dati che vi proponiamo qui sotto sono una nostra elaborazione di un PDF sul sito di Arpa Emilia Romagna . Sono dati "chiusi", mentre per legge dovrebbero essere "aperti": open data, appunto. In forma tabellare, affinché siano realmente disponibili e riutilizzabili da chiunque.

 

Come navigare nella mappa interattiva

Questa mappa è stata realizzata da Matteo Fortini e Andrea Nelson Mauro tramite Umap . Innanzitutto, cliccate sotto la mappa alla voce "Visualizza schermo intero". In alto a sinistra, i segni + e - vi consentono di ingrandine o rimpicciolire la mappa. Cliccando in alto a destra su "Visualizza dati" vi si aprirà un menu a tendina con l'elenco dei 422 siti censiti - in provincia di Reggio Emilia sono 66 - e il relativo numero di scheda. Se cliccate su uno qualunque dei pallini gialli, visualizzerete i singoli siti, con un livello di zoom sempre più definito. Il singolo sito è rappresentato con l'iconcina di un palazzo, i numeri dentro i pallini gialli indicano un insieme di siti: più zoomate cliccando, più la mappa diventa precisa.

 

Visualliza schermo intero

 

La mappatura viene aggiornata periodicamente dalla Regione sulla base dei piani di controllo attuati dalle Aziende USL. Per tutti i siti viene indicata: la denominazione, l’indirizzo, la Classe di Priorità ed il punteggio, calcolati considerando la tipologia d’uso e l’accessibilità dei luoghi e le caratteristiche del materiale contenente amianto.

 

L’attività di bonifica per rimozione completa del materiale contenente amianto, al mese di giugno 201 4 ha riguardato 776 siti, su un totale di 1.198 siti comunicati dai proprietari e mappati inizialmente. Si specifica che i metodi di bonifica possibili, previsti dalla vigente normativa sono tre: rimozione, incapsulamento e confinamento.

 

La rimozione consiste nella eliminazione del materiale contenente amianto mediante asportazione completa e smaltimento. L’incapsulamento è un trattamento del materiale con prodotti penetranti per inglobare le fibre oppure ricoprenti per costituire una pellicola di protezione sulla superficie. Il confinamento riguarda l’installazione di una barriera solida (per esempio rivestimento) a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio.

 

I siti in cui vengono effettuati interventi di incapsulamento o confinamento vengono riclassificati per quanto riguarda la Classe di Priorità, ma non esclusi dal censimento. Pertanto i 422 siti rimasti in elenco a livello regionale comprendono anche quelli su cui sono stati effettuati gli interventi di parziale rimozione o bonifica intesa come incapsulamento/confinamento e che sono stati riclassificati dopo questi interventi. Su tutti i siti rimasti le Aziende USL svolgono attività di controllo e vigilanza per verificare che i proprietari mettano i n atto tutte le procedure previste dalla legge per la tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini.

 

 

 

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