Unicredit: i soldi? Da un conto all’altro
Ammanco Unicredit: è questa la sconvolgente ipotesi investigativa della procura. La direttrice è indagata per sottrazione a favore di terzi
di Elisa Pederzoli
Un travaso di soldi da conti aperti nella stessa filiale, quella di
via Gattalupa. E’ l’ipotesi investigativa della procura e sulla
quale sta lavorando il pm titolare dell’inchiesta, Katia Marino.
Stiamo parlando dello scottante caso Unicredit, che vede iscritta
nel registro degli indagati l’ex direttrice, Maria Carmela
Maniscalco, finita nei guai per un ammanco da 20 milioni di
euro.
E’ l’ipotesi di reato contestata alla bancaria, del resto, a
parlare di «appropriazione indebita a favore di terze persone».
Anche se, al momento, non ci sono altri iscritti nel registro degli
indagati.
E non è nemmeno detto che ce ne saranno in futuro.
Quello che emerge, è che l’ipotesi sulla quale sta lavorando la
procura è che i soldi spariti dai conti di almeno 110 risparmiatori
- sono quelli che si sono rivolti al Codacons - siano stati girati
sui conti di altri correntisti della stessa filiale. Una
possibilità che escluderebbe la fuga verso qualche paradiso fiscale
di una somma davvero importante. Una «trasmigrazione» della quale
non necessariamente i titolari dei conti «rimpinguati» erano a
conoscenza.
Sarà il prosieguo degli accertamenti, condotti dai militari della
guardia di finanza coordinati dal pm Marino, a fare luce su tutto
ciò. Anche su quanto sostenuto dalla stessa ex direttrice, sia
durante l’interrogatorio in procura sia in una intervista
rilasciata alla Gazzetta, circa a un’operazione, risalente al 7
settembre scorso.
Secondo la Maniscalco la banca le avrebbe contestato «di aver
forzato un’operazione delicata, senza la dovuta autorizzazione, per
tutelare un cliente». E che, in seguito a quell’episodio, sarebbe
stata «costretta da Unicredit» a dimettersi.
Ma riguardo agli ammanchi che le vengono contestati, invece, la
donna ha sempre sostenuto di non sapersi spiegare l’accaduto.
Una verità che, sulla base degli elementi che sta raccogliendo e
raccoglierà la procura, verrà messa a confronto con quanto, invece,
ribadito dall’istituto di credito.
(18 novembre 2009)