Prova la nuova ricerca: articoli dal 1984, foto e video
martedì 09.02.2010 ore 14.43
PUBBLICITÀ
condividi:
IL DRAMMA DELLA POVERTA'

Una famiglia bisognosa di tutto

Sofia ha due grandi occhioni neri, e oggi compie cinque mesi. I suoi genitori non hanno potuto regalarle nulla, ma la solidarietà dei ferrovieri reggiani ha fatto sì che alla bambina non mancasse il necessario: latte, pappe, vestitini e pannolini.
La vicenda ha inizio una decina di giorni fa. Santo, sua moglie Rosa, la figlia più grande Renata e la più piccola Sofia, partono da Catania senza un soldo in tasca. O meglio: quel poco che hanno - dicono - finiscono per dedicarlo tutto alla neonata. Santo faceva il muratore, ma anche a Catania la crisi economica miete le sue vittime: un bel giorno l’azienda chiude, l’uomo si ritrova senza lavoro e i soldi per pagar l’affitto non ci sono più. «Andate a Reggio Emilia - gli dicono gli amici - là il lavoro si trova».
Giunta a Reggio, però, la famigliola si ritrova senza un tetto sopra la testa. Raggiungono un primo albergo, ma dopo un paio di giorni non se lo possono più permettere. Tornano in stazione, dove finiscono per dormire un paio di notti. La loro presenza però, non passa inosservata. Soprattutto, non passa inosservata la piccola Sofia. Che scatena la tenerezza di chi in stazione a Reggio ci lavora quotidianamente: i ferrovieri, uomini e donne che si danno da fare per aiutarli tutti e quattro.

«Ora alloggiamo all’hotel San Marco - racconta Rosa mentre stringe la bambina in braccio -, ma possiamo starci soltanto perché i proprietari hanno deciso di ospitarci senza farci pagare». Con l’i ntercessione di Polfer, carabinieri e ferrovieri stessi, infatti, un tetto sopra la testa di Sofia è stato possibile metterlo. «Ma non possiamo restare qui a lungo - continua Rosa -. Mio marito e mia figlia sono andati a cercare un lavoro. Lo cercano da giorni, ma neanche qua si trova qualcosa. Per dormire e mangiare ci siamo rivolti al Comune, alla Caritas, a molti preti, ma tutti ci hanno risposto la stessa cosa: siamo pieni, non abbiamo posto. Chiediamo soltanto un aiuto iniziale, e di riuscire a trovare lavoro. Io sono disposta a qualsiasi occupazione, anche andare a lavare i bagni, pur di dare qualcosa a questa piccola. Se io lavorassi, Sofia potrebbe rimanere a casa con la figlia più grande: tra le due, preferisco lavorare io».
Ieri, intanto, in stazione è partita l’ennesima colletta quotidiana: quella dei ferrovieri, che per sfamare la famiglia, e per trasformare i primi cinque mesi della bambina in un giorno un po’ più felice, sono andati a comprare pizza. E vestitini nuovi.
Il sorriso di Sofia li ripagherà. (mi.sc.)
(20 giugno 2009)
Ultim'ora
CdV, 14:19 PAPA: DEPLORA CALUNNIE CONTRO DIRETTORE OSSERVATORE ROMANO Fiumicino, 14:14 ALITALIA: SABELLI, A GENNAIO 1,5 MLN PASSEGGERI (+20%) Lecco, 13:59 ENGLARO: SACCONI, APPROCCIO GOVERNO SEMPRE STATO LAICO Le altre notizie
Multimedia
Multimedia - Il gigante degli abissi Il gigante degli abissi
Testate locali
Annunci (Reggio Emilia ed Emilia Romagna)
Annunci di lavoro (Reggio Emilia ed Emilia Romagna)
Enti e tribunali (Reggio Emilia ed Emilia Romagna)

| Redazione | Scriveteci | Rss/xml | Pubblicità

I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.

Gruppo Editoriale L'Espresso Spa - Via Cristoforo Colombo n.149 - 00147 Roma - Tel:+39.06.84781 - P.I. 00906801006