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venerdì 12.03.2010 ore 15.34
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TANTI DUBBI DOPO LA RIFORMA SCOLASTICA

Incertezza sugli istituti da scegliere
I licei rischiano l'assalto

di Roberto Fontanili
Il Ministro dell’Istruzione decide la riforma, le Regioni e le Provincie devono applicarla, ma è ancora tutto per aria e i pareri non sono unanimi. Non solo per i tempi di attuazione e la mancanza dei regolamenti: è sulla sua filosofia che centro e periferia hanno idee diverse.
Per la presidente della Provincia, che ne condivide la parte che razionalizza il sistema, «questa riforma che taglia ore di insegnamento e insegnanti preoccupa».
Ma l’allarme è sulla tempistica. «Per i decreti e i regolamenti ci vogliamo ancora dieci giorni, poi due settimane per elaborare un parere da dare alla Regione: perché la nostra assegna alla scuola il compito di fare le proposte. Stiamo aspettando di capire le nostre competenze, ma cerchiamo di arrivare a proposte che non creino problemi» spiega Sonia Masini, che già da diverse settimane ha avviato incontri con Provveditorato, scuole, sindacati, forze sociali e Comuni.
La sua previsione è che migliorare la situazione sarà difficile: «E’una riforma parziale che taglia insegnanti e orario e ci sono sperimentazioni anche a Reggio che vanno mantenute e valorizzate. Poi c’è il rischio che gli istituti professionali diventino un “ ghetto”. Dobbiamo invece puntare su queste scuole per creare nuove professionalità e riconvertire l’economia». Per la Masini c’è il rischio di assistere a una corsa ai licei, con penalizzazione di istituti tecnici e professionali. «Occorre - prosegue - che vi siano pari opportunità di qualità per tutte le scuole e serve collaborazione tre scuola, istituzioni, famiglie, ragazzi e insegnanti».
E a essere preoccupati sono anche i genitori.
Carlo Maccagnani, papà di Giulia che frequenta la terza media alla Lepido, in città è tra quelli deve decidere. «Sono messo malissimo - dice - con questa rivoluzione non sappiamo che pesci pigliare. Fino a ieri nei vari istituti ci veniva prospettato un orario che poi non sarà più così. Siamo a metà febbraio senza sapere come sarà la scuola, mentre lo scorso anno a quest’ora si era già iscritti. L’ idea iniziale era scegliere il Bus indirizzo linguistico, anche perché si poteva avere il biennio comune, ma con la riforma scompare. Dobbiamo capire come diventa il Bus, con il rischio che sia un tecnico-economico con una vaga infarinatura di linguistico. Lo stesso ho l’impressione che valga per le magistrali e il liceo Moro».

Anche da Emiro Endrighi dal Coordinamento genitori insegnanti di Reggio arriva una serie di critiche, per i tempi e nel merito della ristrutturazione, a cui saranno sottoposti in particolare gli istituti tecnici e quelli professionali. «Siamo a ridosso delle iscrizioni - commenta - e le famiglie non sono in grado di orientarsi. Al di là del contenuto che non condividiamo, era opportuno almeno dall’anno prossimo. Ma Tremonti vuole tagliare le risorse alla scuola da subito». «La riforma si applica dalla prima classe - ci spiega - ma la riorganizzazione degli orari, che vuol ridurre da 36 ai 32 ore negli istituti tecnici, vale fino alla quarta classe e le ore di insegnamento saranno di 60 minuti e per coprire il monte ore servono meno insegnanti». A non convincere è il modello, che prevede una riduzione delle ore delle materie professionali e l’utilizzo dei laboratori come momento formativo. «I guai grossi - è la previsione di Endrighi - li avremo negli istituti tecnici e professionali, dove il taglio è proprio sulle materie professionali e mancano le risorse per far funzionare i lavoratori. Per i tecnici è una finta riforma».
(09 febbraio 2010)
 
 
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