SEQUESTRO DELLA FINANZA A CASALGRANDE
I giocattoli e i vestiti nel bazar
non erano sicuri
Nessun marchio di garanzia e nessuna indicazione sui materiali
utilizzati per il confezionamento dei vari prodotti.
Motivi più che sufficienti che hanno portato la guardia di finanza
di Reggio a compiere un maxi sequestro di merce in un negozio sulla
ex statale gestito da imprenditori cinesi.
Gli uomini delle Fiamme gialle hanno così ritirato dagli scaffali
di vendita del bazar oltre 2.500 articoli tra prodotti per la
cancelleria, giocattoli e oggetti ritenuti, come recita
testualmente un comunicato ufficiale, «potenzialmente pericolosi
per la salute dei bambini».
Durante il meticoloso sopralluogo, i finanzieri hanno sequestrato
anche numerosi capi d’abbigliamento, sempre destinati ai più
piccoli: magliette, abitini con riprodotti i più famosi personaggi
della Walt Disney e altri protagonisti di famosi film d’animazione
come Spiderman. Tutti indumenti riprodotti illegalmente, cioè fuori
dai circuiti legali riconosciuti dalla società detentrici dei
marchi. Sotto sequestro è anche finito una considerevole quantità
di materiale scolastico, privo del regolare marchio CE, come il
resto della merce presente e quindi non conforme agli standard di
sicurezza stabiliti e imposti dall’Unione europea.
E’ da ricordare che molte ditte cinesi imprimono sui loro prodotti
un marchio CE, intendendo con questo «Commercio Estero». Facile
intuire come questa sigla sia confondibile con il CE della
«Comunità Europea», perchè oltretutto è stampigliata con caratteri
tipografici simili. La mancanza del marchio CE, quello buono, non
offre quindi alcuna garanzia non solo sulla sicurezza nell’utilizzo
del singolo oggetto (basti pensare ad esempio ai giocattoli
meccanici, biciclette, apparecchi elettrici) ma nemmeno sulle
materie prime e il ciclo di produzione utilizzato per la sua
fabbricazione. Un esempio per tutti, le vernici utilizzate su
bambole, giocattoli, potenzialmente tossiche e pericolose in caso
di ingestione (di poco tempo fa un sequestro nel milanese di
indumenti trattati con la formaldeide, sostanza tossica al solo
contatto).
Nel negozio di Casalgrande i finanzieri hanno scoperto anche la
presenza di un dipendente cinese senza contratto di lavoro. Per il
titolare sono scattate le denunce previste dal codice penale.
(04 febbraio 2010)