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domenica 21.03.2010 ore 15.18
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D'Addario: "Io come Giovanna d’Arco
ho detto la verità e ora me la fanno pagare"

L’escort più famosa d’Italia rivela le sue fragilità. Patrisia D'Addario: "Tutti, compreso Berlusconi, mi hanno solo sfruttato". "Ho visto molto di peggio in quelle ville eppure nei guai ci sono finita solo io"
di Chiara Cabassa
Patrizia DAddario
Patrizia D'Addario
REGGIO EMILIA.  A cena con Patrizia D’Addario. Accadrà mercoledì 17 febbraio al Fuori Orario di Taneto nell’ambito della rassegna che ha visto e vedrà sedersi a tavola personaggi come Paolo Guzzanti, Oliviero Beha, Curzio Maltese, Ettore Mo. Come sempre, a tavola per mangiare ma soprattutto per presentare libri, romanzi, comunque scritti freschi di stampa. Patrizia D’Addario, mercoledì 17, presenterà il suo «Gradisca Presidente» nel quale si ripercorrono le ben note vicende attraverso il punto di vista della protagonista, diventata da un giorno all’altro la escort più famosa d’Italia. La cena con la D’Addario comincerà alle ore 20.30, seguita alle 21.30 dall’incontro e dal dibattito tra la primadonna e il pubblico.

«Mi sento come Giovanna D’Arco». E ancora: «Vivo a casa di mia madre, vado a letto alle otto, e se esco è solo per fare interviste. Sono disperata, come farò a rifarmi una vita?». Ma anche: «Poche storie: sono stata l’unica a parlare e adesso me la fanno pagare. Ho visto molto di peggio in quelle ville... certo, la “puttana” sono io, eppure di alcune persone potrei dire cose tremende. Ma lotterò e mi difenderò fino alla fine, dovessi anche morire». A tracimare come un fiume in piena, senza che le lacrime e a tratti i singhiozzi impediscano alle parole di uscire in tutta la loro calda irruenza, non è una giovane donna in odore di santità e, se di martire si tratta, non finirà di certo immolata sulla graticola.

Eppure Patrizia D’Addario, raggiunta al telefono mentre si sta muovendo in auto (ma non ha detto che non esce mai... ah sì, le interviste, ci sono anche quelle on the road) se non è proprio questione di un attimo collegarla con Giovanna D’Arco, riesce a ispirare solidarietà e, perché no, un po’ di tenerezza. Difficile collegare quel filo di voce, dal forte accento pugliese, all’immagine aggressiva a cui ci ha abituati: lei che regala sorrisi, ma anche generose scollature e spacchi che mettono a prova anche i cuori più forti, ora in laguna per il Festival del Cinema ora nella più blasonata delle discoteche parigine. Lei che non perde occasione per strizzare l’occhio dalle copertine delle riviste più patinate. Senza dimenticare i salotti televisivi di mezzo mondo.


L’ultimo terremoto la vuole al centro di un presunto complotto ai danni di Berlusconi, e qualcuno teorizza che lei sia stata reclutata dai servizi segreti... e che stia organizzando una strategica fuga.
«Ma le pare che se avessi tanto potere, tanta influenza su qualcuno, tanti soldi soprattutto, sarei in queste condizioni? A parte che la parola complotto non rientra nel mio vocabolario: io sono diretta, sincera, ed è questo che mi fanno pagare».

Prima e dopo le note vicende: quanto è cambiata la sua vita?

«La mia vita è stata annullata, e questo ancora prima che, a fine maggio, fossi chiamata dal magistrato. Avevo iniziato da tempo a ricevere minacce. Strane visite, telefonate minatorie, gente che suonava al mio campanello, anche in divisa, e che io non facevo entrare per paura. Pensi che una sera sono arrivata a casa e ho trovato l’appartamento svuotato: mi avevano portato via il computer, centinaia di Cd musicali, tutti quanti gli abiti, svuotato i cassetti di biancheria intima. Strano, mi hanno lasciato solo un costosissimo televisore al plasma, nuovo: ho capito subito che c’era qualcosa di strano. Quando mi ha chiamato il magistrato, e mi ha detto delle indagini, i miei sospetti sono stati confermati. E da lì ho iniziato a dire tutta la verità, ma le cose non sono migliorate».

Ha fiducia nella magistratura?
«Sì, spero che faccia chiarezza su tutto ciò che mi riguarda. E anche su quello di cui i giornali non parlano mai...».

A cosa si riferisce?
«Alla mia vita privata. A partire dal mio essere una escort come se lo avessi scelto io questo lavoro. Come se mi piacesse».

Qualcuno l’ha obbligata?

«Purtroppo è stato così, a volte la vita non è facile. E’ stato il mio ex compagno ad obbligarmi, anche in questo caso mi minacciava e mi ha costretto anche ad andare sulla strada dove ho rischiato di finire ammazzata».
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