Teletricolore, dipendenti a orario ridotto

Altri 12 mesi di contratti di solidarietà per 34 addetti. Il gruppo Rete 7 cede le sedi di Reggio e Modena

    REGGIO EMILIA

    Contratto di solidarietà, fino al 31 dicembre 2014 per i 34 lavoratori (17 giornalisti, 11 tecnici e 6 amministrativi) del gruppo Rete 7 spa e possibile cessione a partire da metà gennaio, della controllata reggiana Teletricolore ad una società terza in via di definizione. Stessa sorte per Antenna 1 di Modena, anche questa destinata a passare di mano. Le trasmissioni e la copertura dei telegiornali locali verrà comunque assicurata.

    È questo quanto previsto dal verbale d’accordo siglato ieri a Bologna in viale Aldo Moro dai rappresentanti della proprietà di Rete7 spa, dal comitato di redazione dei giornalisti (assistito da associazione della stampa dell’Emilia-Romagna e da Fnsi, Federazione nazionale della stampa), dalle Rsu e dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom. I lavoratori - in contratto di solidarietà, mensile e verticale, con riduzione oraria fino al 50% per i giornalisti ed i tecnici e riduzione oraria fino al 60% per gli amministrativi – potrebbero essere trasferiti nella sede di Rete 7 a Bologna. Un distacco già previsto a livello contrattuale, al quale si affianca la soluzione da poco abbozzata del subentro da parti anche di nuovi investitori, che manterrebbero attive le sedi locali.

    Un colpo non certo facile da incassare per il mondo dell’editoria locale, annunciato già da tempo dopo una serrata trattativa giunta ora ad una nuova fase. A fine anno era stata concessa ancora la cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre per i dipendenti di èTv e, nel frattempo, nessuno lavoratore doveva essere spostato in altre aziende. Lo avevano assicurato anche i sindacati all'uscita dall’incontro con la proprietà dell'azienda di fronte all'assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli. Un mese di respiro per i lavoratori del gruppo Rete 7, cui fanno capo le emittenti Antenna 1 di Modena), Teletricolore (di Reggio) e Rete 7 (di Bologna). Il tavolo di crisi aveva visto l’impegno concreto da parte dell’attuale proprietà che vuole gestire al meglio lo scorporo dell'azienda. Al tempo si era già parlato dell’attivazione di una procedura per dividere Rete 7 in due tronconi: da una parte la nuova Rtr 7, in cui sarebbero andati 14 dipendenti e, soprattutto le due concessioni sul digitale terrestre, dall'altra una società che mantenesse il vecchio nome, o un altro, con 22 dipendenti da accompagnare al licenziamento. Ipotesi sulla quale si confronteranno le parti nei prossimi giorni.

    04 gennaio 2014

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