Cinghiali, è polemica Tra i capi abbattuti 17 femmine gravide

Coltivatori sul piede di guerra nella zona di Castelnovo Monti ma non c’è l’accordo sul numero degli animali di eliminare

    CASTELNOVO MONTI. Fa discutere il ricorso a piani di controllo “straordinari” al di fuori della stagione venatoria “regolare” per cercare di limitare il conflitto, ormai palese, tra la densità molto alta di alcune specie selvatiche, in particolare di ungulati, e le attività agricole.

    Lo scorso fine settimana si è svolta ad esempio una battuta al cinghiale in zona al limite del Parco nazionale, attorno a Bismantova. Sul tema è critico il Commissario dell’associazione venatoria Caccia Pesca Ambiente, Umberto Gianferrari: «Sembra che nel corso della battuta di caccia siano stati abbattuti 18 cinghiali di cui un maschio e 17 femmine, tutte gravide. A scanso di equivoci, ribadisco che ritengo sia giusto contenere la densità del suinide, nei parametri agro-forestali, ma ritengo parimenti assurdo porre in essere misure di contenimento straordinarie, quali i piani di controllo, senza prima avere esaurite tutte quelle ordinarie, come la caccia di selezione. Se ben ricordo, la caccia di selezione al cinghiale in Emilia Romagna è praticabile da aprile e, se non erro, le femmine adulte sono protette in questo periodo poiché presumibilmente gravide o in fase di allattamento».

    Interpellato sull’argomento, così afferma il presidente dell’Atc montagna, Ferruccio Silvetti: «Piani di controllo straordinari possono essere attuati solo dall’Ente pubblico: nello specifico questo è stato predisposto dalla Provincia insieme al Parco nazionale, ed ha visto la nostra partecipazione. La caccia è chiusa dal 31 gennaio, ma avevamo nelle scorse settimane, e non esagero, la fila degli agricoltori della zona di Bismantova, letteralmente disperati per le continue incursioni di branchi di cinghiali a rovinare i loro campi coltivati. Per noi è importante, più che arrivare dopo e rimborsare i danni, far sì che questi diminuiscano e che ci siano meno possibilità che questi si ripresentino nel corso del tempo. La battuta ha visto effettivamente l’abbattimento di 18 animali, ma le proporzioni erano più o meno al 50% maschi e 50% femmine. Le femmine gravide poi sono in questo periodo all’inizio della gestazione: l’anno scorso piani di prelievo erano stati eseguiti in giugno, quando davvero le femmine stanno per partorire o lo hanno appena fatto».

    Conclude Silvetti: «In certe situazioni non effettuare i piani di prelievo straordinari vuol dire portare l’agricoltura ad una situazione insostenibile: quest’anno il piano di abbattimento nell’arco della stagione di caccia, chiusa il 31 gennaio, ha visto in Atc 4 l’abbattimento del 96% dei capi previsti, ovvero 1666 su 1700, ma in alcune zone c’è ancora una densità molto forte, evidentemente il piano iniziale era un po’ sottostimato. Abbiamo segnalazioni di branchi numerosi che si aggirano nei dintorni delle zone di Succiso e di Sologno, e probabilmente anche lì nelle prossime settimane saranno effettuati altri piani di prelievo. In aprile poi sarà effettivamente aperta la caccia di selezione anche al cinghiale, con l’obiettivo di arrivare ad un reale contenimento della sua presenza». (l.t.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    26 marzo 2013

    Altri contenuti di Cronaca

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione

    Negozi

    ilmiolibro

    Oltre 300 ebook da leggere gratis per una settimana

     PUBBLICITÀ