Chiesta la perizia psichiatrica per Ghibla

Campegine: per la difesa Rizzi poteva essere infermo di mente al momento del duplice omicidio

    di Tiziano Soresina

    CAMPEGINE.

    Alessandro Rizzi era incapace d’intendere e di volere nel momento in cui ha scatenato l’inferno in centro a Campegine, uccidendo prima la badante russa Alena Tyutyunnikova e poi il venditore di bibite Fabio Artoni, rischiando di far fuori anche una terza persona?

    L’avvocato difensore Emilio Stagnini non lo dice espressamente, ma lo pensa che il “Ghibla” (è il soprannome del duplice omicida) fosse infermo di mente il 15 giugno scorso, quando trasformò un tranquillo paese in un Far West. Il legale si è, infatti, già mosso in tal senso, chiedendo la perizia psichiatrica sul suo assistito: un atto importante per quest’inchiesta, su cui ora dovrà esprimersi il gip Giovanni Ghini, decidendo se autorizzare o meno quest’accertamento di un esperto. Se fosse dimostrata l’infermità di mente, per Rizzi (che ha 71 anni) possono aprirsi le porte del carcere e soprattutto gli consentirebbe di evitare la condanna all’ergastolo. «Il nostro consulente tecnico – si limita a dire l’avvocato Stagnini – ha rilevato alcuni aspetti della personalità di Rizzi che vanno approfonditi. Su queste basi ho richiesto la perizia psichiatrica». Come anticipato dalla Gazzetta, il 71enne ha voluto essere sentito in procura e ieri – davanti al pm Maria Rita Pantani – ha parlato per circa 50 minuti, entrando nei dettagli di quest’assurdo duplice delitto in cui resta indagato per omicidio premeditato relativamente agli spari verso Artoni (a suo dire lo sfotteva al bar per la chiacchierata storia sentimentale con la badante), mentre avrebbe agito d’impulso con l’amica russa, freddandola per una risata di troppo che la 44enne avrebbe fatto commentando un pesante apprezzamento ad alta voce fatto da alcuni nomadi su di lei. Nell’interrogatorio il “Ghibla” – apparso molto agitato ed insofferente per il regime carcerario a cui è sottoposto ormai da tre mesi – ha confermato lo sparo dopo la risata della donna che avrebbe scatenato la sua gelosia: con lei dice d’avere avuto una relazione sentimentale troncatasi però quando Alena si era fidanzata (con un artigiano 52enne originario di Parma), ma da sempre Rizzi parla anche di ripetuti prestiti di denaro alla donna con cui era rimasto amico. Gli accertamenti dei carabinieri hanno di recente smeentito alcune vicende riguardanti proprio la badante russa: non c’è traccia della grossa vincita di 500mila euro al “Gratta e Vinci” e men che meno della cittadinanza italiana, mai ottenuta dalla 44enne.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    13 settembre 2012

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