Sequestro lampo per due reggiani in Messico

I due turisti sono stati fermati dai militanti dell esercito zapatista in Chiapas

    di Enrico Lorenzo Tidona

    REGGIO

    Le ferie “on the road” di Massimo Turni (presidente della federazione pallacanestro di Reggio) e della sua compagna si sono fermate improvvisamente il pomeriggio del 24 luglio, alle 4 del pomeriggio, nel bel mezzo della strada principale che porta a San Cristobal, Messico, regione del Chiapas, poche vie che si inerpicano sui monti controllati dai seguaci del movimento zapatista, che hanno formato un posto di blocco gettando nel panico gli automobilisti che occupavano auto e bus.

    Al volante di una delle vetture c’era Turni, partito per compiere un vero e proprio vaggio alla scoperta dei tesori del Messico, meta deisderata per lungo tempo. Il blocco è stato sciolto solo 15 ore dopo grazie all’intervento della polizia messicana, che evitando tensioni è riuscita a far desistere i rappresentati locali della Ezln, l’esercito zapatista di liberazione nazionale, movimento armato guidato dal subcomandante Marcos.

    «Tanta paura nelle prime ore ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio» racconta Turni dalla sua casa di Reggio, da dove era partito con la compagna con la quale il 14 luglio si era imbarcato sull’aereo per raggiungere Cancun, città nelal quale avevano poi noleggiato un’auto per attraversare in due settimane le regioni di Quintana, Yucatan, Chiapas e Tabasco. Una lunga tirata durante la quale non sono mancati i segnali di tensione durante la il percorso. «Stavamo cercando di raggiungere San Cristobal, quando i rappresentanti locali zapatisti ci hanno bloccato la strada. Non sappiamo bene il perché, ma la loro battaglia va avanti da anni e hanno molti motivi per protestare. Si è formata una lunga fila di auto e corriere, eravamo buona parte turisti, visti non sempre bene in queste zone. Non ci hanno minacciati direttamente ma nessuno ha potuto lasciare l’auto. Abbiamo dovuto passare la notte in macchina. Tante ore di attesa, fino a che non sono arrivati i poliziotti, giunti la mattina seguente».

    La meta da raggiungere si trovava a 1.100 metri di altezza, uno dei centri più importanti della zona. Ma le vie del turismo non sono sempre sicure in Messico. Nella comunità di Mitzitón, a pochi chilometri da San Cristobal de Las Casas, da vari giorni si è riacceso un conflitto coi paramilitari pagati dal governo per rompere l'accordo del villaggio che non voleva far passare un’autostrada che dovrebbe collegare San Cristobal a Palenque. All’appello della comunità di Mitzitòn hanno risposto molte organizzazioni, collettivi ed altre comunità indigene del Chiapas, tutti aderenti al movimento Altra Campagna dell'Ezln. «Lungo la strada avevamo già incontrato posti di blocco effettuati però dai poliziotti - continua Turni - l’impressione è che il Messico non versi in ottima salute dal punto di vista politico. C’e in giro tanta gente con le armi. Però, essendo turisti, non ci hanno mai fatto problemi. La solidarietà con gli altri turisti e messicani “sequestrati” è stata massima. Nella notte ci siamo scambiati acqua e quei pochi viveri che avevamo. Così siamo riusciti anche a stemperare la tensione, fino al felice epilogo».

    02 agosto 2012

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