LA RIMOZIONE DI ABBADO "Teatri, quel bando è una scelta curiosa"

Silvia Grandi: per Daniele sono dispiaciuta. Intanto su cda e direttori l’inghippo delle scadenze e dei rinnovi

    di Michela Scacchioli

    REGGIO La decisione di fatto è presa. Il direttore artistico dei Teatri di Reggio, Daniele Abbado, a breve sarà sostituito. Il suo contratto (già prorogato e non più rinnovabile, dice una delibera del cda votata alla fine dello scorso anno) scadrà il prossimo 3 dicembre. Ed entro quella data è assai probabile che il nome del successore sarà già stato reso noto. In realtà, però, l’inghippo è dietro l’angolo. Perché sempre il 3 dicembre le scadenze per i Teatri si sommano l’una all’altra. Nello stessa giornata, infatti, arriveranno al capolinea tanto il direttore artistico quanto quello generale, vale a dire Giuseppe Gherpelli. Ma sull’uscio (e sempre lo stesso giorno) ci si ritroveranno anche i membri del consiglio di amministrazione: 11 in tutto, designati su indicazione dei cosiddetti “fondatori” (suddivisi in “originari istituzionali” e “ordinari”). Ebbene, posto che per il 2013 il cda subirà una sostanziale dieta dimagrante - dagli 11 attuali, i rappresentanti scenderanno a quota 5 -, ciò che resta da capire (e in molti dietro le quinte se lo chiedono) è se è opportuno o meno che un board in scadenza decida, prima di passare il testimone, il nome del futuro direttore artistico.

    Vero è che a garantire la “continuità” c’è pur sempre il presidente, che da statuto è il sindaco del Comune capoluolo (e dunque sempre Graziano Delrio), ma è vero pure che le linee guida di quell’avviso pubblico che sul sito dei Teatri va sotto il nome di “ricognizione esplorativa” lasciano a chi dovrà decidere ampi margini di manovra. Perché se il limite temporale massimo entro il quale recapitare i curricula è il 14 settembre 2012 (alle ore 12), a tale limite viene affiancata una sorta “carta bianca” a tutto vantaggio di chi quel bando lo ha pubblicato: la sospensione, se non addirittura la revoca della ricognizione, in qualsiasi momento. Non a caso, a definirlo «curioso» (il bando, s’intende) è stata ieri Silvia Grandi. Esponente del “comitato di indirizzo” oltre che nome di spicco degli “Amici dei Teatri”, la Grandi - già vicepresidente della Fondazione Manodori - si è detta «personalmente dispiaciuta per il mancato rinnovo del contratto a Daniele Abbado. La sua - ha continuato la Grandi, affiancandosi in tal modo a chi, due giorni fa, tra amici e abbonati storici, ha voluto dissentire rispetto alla scelta compiuta sulla rimozione del direttore artistico - è stata una impostazione innovativa, con stagioni sempre di buon livello. Non conosco le ragioni vere di questa decisione, ma spero che chi l’ha presa sappia cosa sta facendo e dove andare a parare. Aspetto di vedere lo spettacolo: quando si sta a teatro bisogna aspettare che si alzi il sipario».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    15 luglio 2012

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