LA RIMOZIONE DI ABBADO “Amici dei Teatri” e abbonati storici: sorpresa e malumori

Il cda della Fondazione tace e fa quadrato attorno a Delrio. E Catellani: io ringrazio Daniele per il bel lavoro svolto

    di Michela Scacchioli

    REGGIO

    Il direttore generale dei Teatri, Giuseppe Gherpelli, sulla questione tace. L’assessore comunale alla Cultura, Giovanni Catellani, invece, sulla medesima questione si limita a pronunciare poche parole: «Ritengo che Daniele Abbado - dice - abbia svolto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per tutto quel che ha fatto e lo ringrazio anche per la prossima stagione: è davvero molto bella nonostante sia stata programmata in un clima di grande incertezza. Quanto al resto, condivido al 100% quel che ha già detto il sindaco Delrio». E quel che il sindaco Delrio ha già detto è che nella sostituzione - a fine anno - del direttore artistico dei Teatri (via Abbado, avanti il nuovo tramite “ricognizione esplorativa pubblica”) la politica non c’entra per nulla. Stando ai silenzi di ieri, attorno al primo cittadino fa quadrato il cda di una Fondazione che già nel dicembre del 2011 - è il retroscena, ma i verbali parlano - aveva deliberato all’unanimità la proroga del contratto di Abbado: un anno ancora, non più rinnovabile.

    Tuttavia, se il percorso decisionale appare chiaro e tracciabile, quel che ancora resta opaco a molti è la reale motivazione di una scelta simile. Tra gli Amici dei Teatri, ad esempio, l’interrogativo serpeggia. E Gabriella Catellani Lusetti, storica abbonata che frequenta «il teatro dall’infanzia», dice di seguire «con crescente preoccupazione le vicende relative alla direzione artistica. In tempi recenti, le vicende di numerosi teatri italiani sommersi dai debiti, commissariati o a rischio chiusura, mi hanno fatto credere di vivere in un’isola felice dove non solo i conti sono in ordine, ma si mantiene un’offerta culturale di ampiezza e qualità invidiabili. La ragione suggerisce “squadra vincente non si cambia”. Allora è lecito chiedersi cosa stia succedendo alle istituzioni culturali della città, specie dopo le vicende tutt’altro che trasparenti che riguardano i Musei. Quanto al bando di concorso, penso non sia facile trovare un curriculum paragonabile a quello di Daniele Abbado proprio per la sua capacità di muoversi in ambiti diversi. Noi giudicheremo i risultati e ne trarremo le debite conseguenze».

    Stupore e «incredulità», invece, sono le parole usate da Mariangela Franch, docente universitario e «vecchia abbonata alla stagione lirica dei Teatri». Che ci tiene a sottolineare: «Il coraggio e la carica innovativa delle proposte di Daniele Abbado hanno contribuito a fare di Reggio uno dei cartelloni più interessanti sulla scena nazionale. Auspico che il cda ponderi attentamente l’eventuale decisione che potrebbe trasformare il Teatro da protagonista indiscusso di stagioni stimolanti, in gregario e imitatore di stagioni scontate, con l’inevitabile conseguenza di perdere spettatori e sostenitori. Io per prima, valuterei attentamente se rinnovare l’abbonamento e continuare a sobbarcarmi 400 km se venisse meno la certezza di trovare le occasioni di crescita personale e culturale che Daniele Abbado ha sempre saputo offrirmi».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    14 luglio 2012

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