Quattro Castella: il tritone crestato popola lo stagno della Corte degli Ulivi Il Comune è pronto a un progettodi valorizzazione
QUATTRO CASTELLA.
Lo chiamano drago, per quella sua cresta capace di donargli un aspetto un po’ mitologico. Un drago in miniatura, però, e che non fa paura. Anzi, è lui semmai a essere minacciato dalla mano dell’uomo che, modificando gli ambienti in maniera indiscriminata, mette seriamente a rischio la sua stessa sopravvivenza.
E’ il tritone crestato italiano, anfibio urodelo – ovvero dotato di coda – che come ogni anfibio ha una doppia vita: parte vissuta sulla terra ferma, parte (nascita e riproduzione) negli stagni.
Anche nel Reggiano, sono sempre di meno i luoghi in cui è possibile trovarlo. Eppure, questi piccoli anfibi della lunghezza di appena 20 centimetri sono straordinari indicatori biologici: dove ci sono loro, vuol dire che l’acqua non è inquinata. E forse, si dovrebbe auspicare la loro presenza e temere quando di lui si perdono le tracce.
Tra questi luoghi speciali dove ancora è possibile vederlo, c’è lo stagno vicino alla Corte degli Ulivi, al castello del Bianello di Quattro Castella.
E’ un piccolo specchio d’acqua, nascosto da una recinzione e coperto dalla vegetazione, accanto alla strada che porta al castello. Sotto l’acqua verdastra vivono diversi esemplari di questo curioso anfibio dal ventre colorato. I maschi hanno la cresta caratteristica lunga tutto il corpo, mentre le femmine hanno una linea giallastra disegnata sulla dorsale.
A proteggere il piccolo anfibio dal rischio estinzione, dal 2006 è in vigore una legge regionale pensata ad hoc per la tutela della fauna minore e degli habitat di nicchia che li ospitano.
Uno “scudo” importante, che in questi giorni ha costretto la giunta comunale di Quattro Castella a scartare sul nascere l’ipotesi di cementificare il piccolo stagno, per realizzare in quella sede un parcheggio da mettere a disposizione dei visitatori del castello.
«Ora, stiamo lavorando a una valorizzazione dello stagno, anche con l’installazione di cartelli – spiega l’assessore Alessandra Rompianesi – così che chi viene a visitare il castello possa essere a conoscenza di questa importante presenza». E, dunque, il piccolo anfibio, nascosto tra la vegetazione e l’acqua del piccolo stagno, è destinato a diventare uno dei protagonisti delle visite in uno degli angoli più belli della provincia reggiana.
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