Litigio con testata: muratore in coma

L’atto violento per un banale incidente davanti a un bar di Sant'Ilario. La compagna dell'uomo aggredito: «Lotta fra la vita e la morte»

    di Tiziano Soresina

    SANT’ILARIO

    Il litigio è di quelli banali: una macchina che in retromarcia centra uno scooter parcheggiato a fianco del bar “Canaan” di via Roma, facendo scattare le rimostranze del cliente del locale che, seduto al tavolino con due amici, ha visto in diretta il suo mezzo “investito”.

    «Ma che cavolo stai facendo?», i toni di voce che s’alterano quando i due si fronteggiano, poi improvvisamente l’automobilista centra con una testata il proprietario dello scooter che cade all’indietro e perde i sensi.

    Chi ha sferrato quella testata se ne va in fretta e furia, Vincenzo Gigante – muratore 39enne, residente a Gattatico e originario di Crotone – rimane sull’asfalto. E’ il panico. Dal bar parte subito una richiesta d’intervento al 118 che con l’automedica giunge velocemente sul posto: il muratore vomita sangue, anche dalle orecchie perde sangue, va trasferito d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Montecchio. Nel frattempo viene avvisata la compagna del 39enne: capisce subito la gravità della situazione, ma non ne fa cenno alla figlia di 9 anni e corre al pronto soccorso. In corsia le spiegano subito quanto sta rischiando il compagno: ha un’emorragia cerebrale e la frattura della terza vertebra cervicale. Non sono nemmeno le 20 del 15 giugno scorso, per l’operaia moldava Carina Buliga, 35 anni, è l’inizio di un incubo. «Sono disperata – spiega alla Gazzetta – perché da quindici giorni Vincenzo è fra la vita e la morte. Più di una volta i medici mi hanno detto di farmi forza, di aspettarmi di tutto. E’ una cosa orribile, come si fa a ridurre così una persona?».

    In quelle condizioni il muratore non rimarrà molto al pronto soccorso di Montecchio: viene infatti portato d’urgenza al Santa Maria di Reggio, nel reparto di Rianimazione, per poi essere trasferito, alcuni giorni dopo, nel reparto di Neurologia. «Mi hanno spiegato che il cervello si è gonfiato – prosegue la convivente che, in pratica, da due settimane vive in ospedale – che non è possibile operare. Vincenzo è in prognosi riservata e non so cosa attendermi perché la situazione rimane delicata, fra continui alti e bassi. Era entrato in coma, poi sembrava fosse subentrato un leggero miglioramento anche se non riusciva a parlare, ma è durato poco. Lui non si rende conto di nulla. La nostra bambina piange: ora sa che il papà è ricoverato, ma non ho avuto il coraggio di dirle tutto».

    Della vicenda si stanno occupando i carabinieri di Sant’Ilario – si tratta di gravi lesioni, gli accertamenti scattano d’ufficio – che avrebbero sentito in caserma chi ha assistito a quella terribile testata: gli amici del muratore, la barista, qualche altro cliente.

    «Ho parlato anch’io con i carabinieri – aggiunge la convivente che, per tutelarsi, si è rivolta all’avvocato Gianluca Tirelli – perché non è possibile che chi ha fatto tanto del male al mio compagno la passi liscia. Chiedo giustizia ».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    30 giugno 2012

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