Una scossa nel Reggiano: magnitudo 2.6

Nella giornata di ieri la terra ha tremato nove volte, la più forte (di 3.6 gradi) alle 8.48

    FABBRICO. E’ stata una giornata tutto sommata tranquilla quella di ieri, se rapportata alle ultime settimane, per quanto riguarda lo sciame sismico che, dal 20 maggio, ha provocato distruzione, morte e tanta paura. In tutta la giornata, infatti, si sono registrate soltanto nove scosse anche se la quarta, alle 8.48 di ieri, ha fatto registrate una magnitudo di 3.6 gradi della scala Richter, creando ancora forte preoccupazione tra le popolazioni terremotate.

    L’epicentro è stato localizzato dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia al confine tra la Bassa modenese e il Mantovano, tra Moglia e QUistello (Mantova) e i soliti comuni modenesi di Cavezzo, Concordia, Medolla e Mirandola. Il sisma, avvertito in modo nitido anche nei comuni della Bassa reggiana, si è sprigionato a una profondità di circa sei chilometri, facendo tremare ancora le case della zona.

    La giornata è stata caratterizzata anche da una scossa, quella delle 18.35, avvenuta tutta in territorio reggiano. Una scossa di magnitudo 2.6 della scala Richter, a una profondità di quasi 17 chilometri, con epicentro localizzato tra i comuni di Fabbrico, Rio Saliceto, Campagnola, Novellara, Correggio e San Martino in Rio. Sarà stata la concomitanza con la partita della Nazionale italiana agli Europei di calcio, proprio mentre Pirlo segnava il gol del momentaneo vantaggio contro la Croazia, ma in pochi si sono accorti della terra che tremava.

    Gli sfollati. Nelle tre regioni colpite dal sisma, sono a oggi 16.043 le persone assistite grazie all’impegno del Servizio nazionale della Protezione civile, suddivise tra Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto su 46 campi di accoglienza, 65 strutture al coperto (scuole, palestre e caserme, vagoni letto messi a disposizione da Fs e Genio ferrovieri) e negli alberghi che hanno offerto la loro disponibilità. In Emilia-Romagna i cittadini assistiti sono 14.554, di cui 9.748 ospitati nei 36 campi tende (400 al parco dei Salici di Reggiolo e 75 in via Pertini a Rolo), 2.013 nelle 53 strutture al coperto (70 a Villarotta di Luzzara e 18 al Mappamondo di Reggio) e 2.793 in albergo.

    I soccorritori. Sono 5.493 gli uomini e le donne facenti parte dal Sistema nazionale di Protezione civile in campo, tra volontari delle colonne mobili di Regioni e organizzazioni nazionali, operatori ed esperti, vigili del fuoco, personale delle forze armate e dell’ordine, e delle altre strutture operative, a cui si aggiunge tutto il personale delle strutture territoriali di Protezione civile.

    Le verifiche. Per quanto riguarda le verifiche di agibilità degli edifici pubblici e privati con scheda AeDES (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) condotte da squadre di rilevatori formati con apposito corso organizzato da Dipartimento e Regione Emilia-Romagna, ieri ne risultavano effettuate già 6.944 in Emilia-Romagna (470 in provincia di Reggio): di queste, 1.203 sono state classificate temporaneamente inagibili, 394 parzialmente inagibili, 95 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 2.318 inagibili e 361 inagibili per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l'edificio.

    Controlli nel Reggiano. Nella nostra provincia, sempre a ieri, risultavano richiesti 5.551 sopralluoghi, 4.118 dei quali effettuati (866 a Reggiolo, 585 a Correggio, 502 a Rolo, 500 a Luzzara e 459 a Fabbrico).

    15 giugno 2012

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