Tragedia di Fontana: in carcere il compagno della donna asfissiata nell'incendio 

Rubiera, svolta nelle indagini per il tragico rogo dove è morta la 40enne Tiziana Olivieri. Il magistrato ha disposto il fermo giudiziario a carico del convivente Ivan Forte per i  reati di omicidio volontario aggravato, distruzione, soppressione di cadavere

    RUBIERA

    ULTIM'ORA. Svolta nelle indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia unitamente ai colleghi della caserma di Rubiera in merito all'incendio dell'appartamento di Fontana nel quale ha perso la vita la 40enne Tiziana Olivieri. Concordando con le risultante investigative dei militari dell'Arma, il sostituto procuratore Valentina Salvi ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Ivan Forte, il 26enne convivente della vittima. Su di lui gravano pesanti accuse di reato: omicidio volontario aggravato, distruzione, soppressione di cadavere. L'uomo, al termine delle formalità dirito, è stato trasferito nel carcere della Pulce di Reggio 

     

    LA CRONACA DELLA TRAGEDIA DI SABATO

     Si sono addormentati nella camera da letto del loro appartamento – al primo piano di una palazzina di via Fontana 36 – con le candele profumate accese e, mentre dormivano, è divampato un incendio. E’ successo nelle primissime ore di sabato nella frazione rubierese di Fontana. L’uomo, il ventiseienne Ivan Forte, residente a Bologna ma domiciliato a casa della compagna, si è svegliato di soprassalto e, vedendo fumo e fiamme, si è subito preoccupato di mettere in salvo il figlioletto di appena undici mesi, Nicolò, che stava dormendo in un’altra stanza. Quando poi ha provato a soccorrere la moglie, è stato travolto da una nuvola di fumo nero e non ha più potuto fare nulla per rientrare nella camera da letto.

    E’ stato subito lanciato l’allarme ai vigili del fuoco di Reggio che, una volta arrivati sul posto, hanno trovato il padre e il figlioletto nel cortile di casa dove, nel frattempo, si erano radunati anche tutti gli altri abitanti della palazzina, preoccupati che l’incendio potesse estendersi anche ai loro appartamenti. La donna, invece, era ancora intrappolato in quell’inferno di fuoco e fiamme: è lì che, stesa sul pavimento, dove è crollata a terra nel disperato tentativo di fuga, che i vigili del fuoco di Reggio l’hanno trovata e soccorsa ma purtroppo per lei non c’era più niente da fare.

    Il bambino e il padre sono stati soccorsi dai volontari della Croce Rossa e trasportati all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio per accertamenti: entrambi non hanno riportato conseguenze importanti dal punto di vista fisico e non c’è nemmeno stato bisogno di trasferirli a Fidenza per un trattamento in camera iperbarica.

    Da una prima verifica, le strutture non hanno subìto lesioni importanti ma l’appartamento della coppia è stato posto sotto sequestro dal magistrato che si occupa dell’inchiesta condotta dai carabinieri di Rubiera e dagli stessi vigili del fuoco. Le cause che hanno fatto divampare il rogo sono ancora in corso d’accertamento, ma pare proprio che tutto possa essere partito dalle candele.

    21 aprile 2012

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