Un economista, un ricercatore e un industriale si sono confrontati all’Università
Non sono rimasti delusi i temerari che ieri hanno sfidato le avverse condizioni meteo per assistere al convegno, che si è tenuto nell'Aula Magna "Pietro Manodori" di UniMoRe, organizzato da Ucid Reggio Emilia, Unione cristiana imprenditori e dirigenti. Accolti dal presidente Romano Fieni, i relatori Marco Vitale, presidente del Fondo Italiano d'Investimento nelle Piccole e Medie Imprese, Federico Corradini, presidente di Crit Research, società strategica e di indirizzo per lo sviluppo dell'innovazione, e Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica nonché presidente del gruppo ceramico Casalgrande Padana, sollecitati dalle domande del caporedattore e inviato speciale de "Il Giornale", Stefano Filippi, hanno fornito alcuni spunti di riflessione al pubblico - tra cui spiccava il Vescovo, monsignor Adriano Caprioli - rispetto al posizionamento dell'impresa italiana nella nuova economia mondiale.
Lucida la lettura dell'economista Marco Vitale che individua tra le cause scatenanti della crisi il sistema delle grandi banche internazionali, «artefici di un processo negativo di lungo periodo che ha concorso a creare una stagnazione dell'economia italiana dalla quale è possibile uscire solo se ci sarà da parte degli imprenditori la volontà e la capacità di innovarsi, ristrutturarsi e rimettersi in gioco per aggredire anche nuovi mercati, mai approcciati prima, interpretando con intelligenza, sensibilità e buon gusto i bisogni dei consumatori, diventati sempre più attenti ed esigenti».
«La conoscenza oggi è la variabile più importante per la crescita e lo sviluppo - aggiunge il presidente di Crit Research, Federico Corradini - la vera competizione non si gioca sul costo, ma sulle competenze, sui prodotti e suoi servizi di eccellenza, sostenuti dalla valorizzazione del capitale umano e l'ottimizzazione delle risorse nel processo produttivo».
Caccia agli sprechi, quindi, secondo la diffusa teoria del lean thinking, maggiori competenze, capacità di fare innovazione e largo ai giovani, questi gli ingredienti della ricetta per la ripresa delle aziende italiane sul mercato mondiale, a cui Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica, nella veste di capitano d'industria del gruppo ceramico Casalgrande Padana aggiunge «l'importanza di saper cogliere le opportunità senza lasciarsi abbattere dai fattori negativi della crisi» e lancia un monito chiaro anche alla politica «che spesso ostacola e frena lo spirito imprenditoriale. E' necessario - costruire le condizioni affinché le aziende possano operare in un contesto ambientale, sociale ed economico favorevole e non penalizzante».