Reggio Emilia: la replica di una volontaria dell’Enpa alle voci polemiche sulle concessioni negate al gattile di Cella «Ha più senso lasciare gli animali nell’Oasi o esporli a stress o a rischi all’esterno di questa?»
REGGIO EMILIA
Dopo la segnalazioni di due reggiane che, nei giorni scorsi si sono recate al gattile di Villa Cella vedendosi negare l’adozione di un gatto, interviene per conto di Enpa Annamaria Fontana, legale reggiano e volontaria della struttura di via Felesino.
«E’ stata proposta un'errata ricostruzione dei fatti - spiega - del tutto fuorviante rispetto a quello che è il modo di operare dei dipendenti e volontari del canile, e dalla quale trapela un'immagine sbagliata di come vengono accuditi e vivono i cani e i gatti ospiti della struttura di via Felesino. La volontà e l'impegno di chi opera in canile sono di garantire il benessere degli animali, e ciò si estrinseca non solo nel dare a questi un padrone e una casa, ma anche nel portare a termine adozioni controllate e verificate. Per una corretta adozione è necessario fare conoscenza, per quanto possibile, con l'adottante, cercare di comprendere il contesto nel quale l'animale andrà a vivere e capire se la situazione potrebbe o meno essere idonea per lo stesso. Per ogni persona che si reca in canile si cerca di trovare l'animale più adatto, in modo che possa nascere un legame felice e sereno».
Una lettrice che aveva raccontato di essersi vista negare l’adozione di un gatto, nell’articolo pubblicato sulla Gazzetta di mercoledì, aveva spiegato che «mentre raggiungiamo lo stabile indicatoci per chiedere informazioni per l’adozione abbiamo percorso a piedi una recinzione all’aperto piena di gattoni meravigliosi. Sopra gli alberi, sotto a tettoie, dentro a cuccette: gatti ovunque. Bellissimi. Alcuni giocavano tra la neve, incuranti del freddo e delle zampette bagnate».
«Ciò è verissimo - replica Fontana - andrebbe però precisato che quei gatti giocavano nella neve volutamente, avendo gli stessi sempre a disposizione dei ripari riscaldati, con acqua, cibo e coperte ai quali possono accedere liberamente». «Gli ospiti del canile e del gattile in alcuni casi possono presentare particolari problematiche sanitarie o comportamentali che rendono preferibile la non adozione o comunque particolari precauzioni per la stessa. Per fare un esempio fra i tanti possibili, all'interno dell'Oasi Felina, vi sono molti gatti "fobici", che non accettano di trovarsi in spazi chiusi o che non tollerano il contatto con le persone: per questi è preferibile continuare a vivere in un contesto protetto, nel quale hanno una loro sicurezza e stabilità, piuttosto che essere spostati in una casa, da dove probabilmente scapperebbero ogni qualvolta venisse aperta una finestra o soffrirebbero per il fatto di doversi relazionare con gli esseri umani. Ha più senso lasciarli nell'Oasi o sottoporli a stress e sopratutto a rischi all'esterno della stessa? ». «La persona che vi ha scritto (il riferimento è sempre all’articolo riportato sulla Gazzetta di mercoledì, ndr) è arrivata in canile alle 12.30 e chiedeva un gatto e, quando le è stato detto che ciò, per i motivi di cui sopra, era impossibile e non vi erano gatti piccoli, nè ha manifestato la volontà di adottare un gatto adulto, nè si è detta disponibile a tornare: si è limitata ad andar via, contrariata, per non aver visto soddisfatto un proprio desiderio».
Sentita ieri dalla Gazzetta, la lettrice nega però con forza di aver chiesto gattini piccoli. «Si vorrebbe chiarire - conclude Anamaria Fontana - a tutti che, coloro che operano in canile e in gattile, hanno come priorità assoluta il benessere degli animali, tanto da spendere il proprio tempo con e per gli stessi, anche la domenica e quando le condizioni climatiche sono avverse. Prova ne sia che di domenica, alle 12,30 e nonostante la neve, chi si è recato in canile ha trovato qualcuno ad accoglierlo. Non pare quindi corretto gettare discredito sui dipendenti, sui volontari e sul loro operato. Il desiderio di tutti è quello di dare una famiglia agli animali del canile, ma le adozioni sono state e verranno sempre e comunque effettuate con le opportune tempistiche e previo adeguati controlli, ciò per il bene degli animali e dei futuri proprietari che, dovrebbero sempre tenere a mente che non stanno scegliendo un oggetto ma stanno decidendo di instaurare, per gli anni a venire, un rapporto con un essere senziente, fatto di responsabilità ed obblighi morali e materiali, che verranno ripagati da un amore incondizionato e dà moltissime soddisfazioni».
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