Il 66enne di Viano Arno Franzoni trovato senza vita davanti a casa a Regnano. Era conosciutissimo per la sua attività di fotografo di moda e aspiranti star
VIANO
Era uscito per spalare la neve che si era accumulata nel vialetto davanti a casa, in via Cervara nella frazione di Regnano. Dopo aver lavorato per circa un’ora (erano da poco passate le 11.30 di ieri mattina) si è accasciato a terra, ucciso da un attacco cardiaco. E’ morto così il fotografo 66enne Arno Alessandro Franzoni, che viveva in quell’abitazione assieme alla compagna.
Ad accorgersi del corpo del 66enne adagiato sulla neve è stato un passante che ha allertato i vigili. Inutile ogni tentativo di soccorrere il fotografo.
Sul posto sono arrivati i responsabili delle onoranze funebri Giubbini di Scandiano che hanno trasportato il cadavere di Franzoni all’obitorio dell’ospedale Magati di Scandiano, dove la salma è stata composta. I funerali si terranno nella mattinata di domani.
Arno Alessandro Franzoni era conosciutissimo per la sua attività di fotografo e di operatore cinematografico. Per anni aveva lavorato nel campo della moda, immortalando decine e decine di vip di passaggio nella provincia reggiana e non solo, modelle e aspiranti star. La sua attività di fotografo era nota ben oltre i confini provinciali e spesso era stato chiamato a eseguire scatti in locali e studi fotografici di tutto il nord Italia.
Negli anni Novanta era finito nei guai dopo la denuncia di un’aspirante modella. La ragazza che, all’epoca dei fatti aveva 18 anni, si rivolse alle forze dell’ordine raccontando di essere stata costretta a subire carezze hard dal fotografo nel corso di uno shooting avvenuto negli studi di Montecavolo, gestiti all’epoca da Franzoni. Quegli approcci, da quanto denunciato dalla ragazza, sfociarono poi in violenza.
Per quel fatto, Franzoni venne condannato nell’aprile del 1994 in primo grado a una pena di tre anni e due mesi di reclusione (oltre al pagamento di 40 milioni di vecchie lire alla ragazza). La pena venne ridotta a due anni e sei mesi in Appello e divenne esecutiva nel 2000, dopo che la Cassazione mise fine alla delicata vicenda aprendo di fatto le porte del carcere al fotografo.
Nel giugno 2007 venne nuovamente arrestato dopo la denuncia di un’altra aspirante modella, questa volta 22enne. La giovane raccontò di essere stata invitata dal fotografo nella sua abitazione-studio di Regnano per scattare alcune foto e lì di essere stata costretta a subire approcci sessuali. In dicembre di quell’anno Franzoni (assistito dagli avvocati Noris Bucchi e Federico De Belvis) venne condannato dal tribunale di Reggio a una pena di tre anni e sei mesi, poi confermata in Appello.
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