Puntuale è arrivata l’ondata di freddo e gelo dalla Siberia. Ecco le previsioni dell’Osservatorio geofisico dell’ateneo reggiano: sorprendente sbalzo termico. Alle cause della nevicata è stato dato pure un nome: "Julia"
REGGIO. Tutto secondo le previsioni dei metereologi: puntuale è arrivata l'annunciata ondata di freddo e gelo dalla Siberia, che si e' andata materializzando nel reggiano con un'abbondante nevicata ancora in corso. La temperatura durante la nevicata si e' assestata attorno ai -2 gradi, rendendo perciò la neve farinosa. "Oggi- avverte l'esperto Luca Lombroso dell'Osservatorio geofisico del dipartimento di Ingegneria dei materiali e dell'ambiente dell'universita' degli studi di Modena e Reggio Emilia - comunque sarà giornata di ghiaccio o di 'gelo senza disgelo', il che significa che la temperatura non salirà mai sopra lo zero. Così saranno probabilmente anche le prossime giornate almeno fino a domenica".
Relativamente alla quantità della precipitazione nevosa c'è da dire che fino alle 24 di martedì 31 gennaio, i rilievi condotti dall'Osservatorio geofisico universitario, indicano in 11 centimetri la neve caduta, ma già martedì 1° febbraio alle 11 del mattino il manto in città aveva raggiunto i 25 centimetri. Il fenomeno nevoso comunque pare destinato a continuare, proseguendo anche se in maniera più attenuata nel pomeriggio di mercoledì e fino a giovedì mattina. Responsabile della nevicata, in particolare, è una classica "depressione tirrenica nevosa", denominata "Julia". Ciò che per gli esperti risulta più interessante da quanto è dato vedere dalle immagini da satellite è tuttavia che attorno a "Julia" si e' formato un vero e proprio "occhio del ciclone", quasi si trattasse di un nuovo piccolo "medicane", ovvero un sistema subtropicale (ma stavolta di origine nevosa) che si forma raramente nel Mediterraneo.
Quello che, tuttavia, risulta più sorprendente è lo sbalzo termico che si è avuto nel giro di poco più di una settimana: in Appennino si e' passati dai 16-18 gradi di 8-10 giorni fa agli attuali -10, ma - secondo gli esperti - si potrebbe scendere ancora di più, intorno a valori difficili da stimare proprio perché "glaciali". "Non è tanto l'intensità del freddo dunque che impressiona - commenta il metereologo Lombroso -, perché d'inverno può fare molto freddo, ma l'estremizzazione evidente del clima che ci porta ad assistere a sbalzi anche di 20 gradi in pochi giorni e che forse diventeranno addirittura una trentina".
Con la probabile schiarita attesa fra la sera di giovedì e la mattina di venerdì 3 febbraio, i termometri scenderanno a valori "glaciali" ovunque, tuttavia difficili da quantificare perché dipendenti da altri fattori come schiarite, vento ed altro. "Al momento - conclude Lombroso - è azzardato dichiarare la straordinarieta' ed eccezionalità di questa irruzione gelida, proveniente dalle steppe siberiane, con aria 'artica continentale', in quanto va ricordato che fenomeni analoghi si ebbero anche nel dicembre 2009 e 2010, nel dicembre 2001 e, piu' indietro, nel febbraio 1991".