Graziano Delrio ospite ieri a “La7” ha narrato gioie e dolori dell’avere nove figli
di Dario Giordo
Una giunta anche in casa. È quella personalissima del sindaco di Reggio Graziano Delrio, che ieri ha svelato i retroscena della sua vita familiare a Camila Raznovich, conduttrice della trasmissione di La7 “Mamma mia che domenica”.
Nove figli e non sentirli, anche se, racconta Delrio, non sempre sono rose e fiori. «Un’apertura mentale la scelta di averli avuti, ma non c’è stato nulla di pianificato. Sono arrivati, e diciamo pure che con mia moglie ci siamo aiutati e perdonati».
Poi via ai consigli su come affrontare i problemi di una tribù, con Camila Raznovich a incalzarlo. Sui soldi, ad esempio: «Lei guadagna 6600 euro...». «Non più – precisa il primo cittadino reggiano – c’è stata una decurtazione». E allora come far quadrare i conti? «È molto difficile, si fanno un po’ di acrobazie. I vestiti, ad esempio, si passano dai più grandi ai più piccoli, poi si confida negli aiuti degli amici e nella solidarietà fra famiglie. Ricordo la gioia di quando ero piccolo: la mia era una famiglia povera, e poter avere i libri da una biblioteca fu una grande conquista che mi ha fatto crescere. In famiglia serve un’organizzazione attenta, i costi sono tanti».
Poi, inevitabili, le curiosità su come si gestisce la quotidianità. Partendo dalla classica fila per il bagno: «Beh, gli orari in cui ci si alza sono diversi. I primi siamo mia moglie ed io, alle 6.30, assieme ai più piccoli. I grandi, che vanno già all’università, si alzano un po’ più tardi. Anche troppo, forse...», scherza il sindaco, mentre passa a raccontare uno dei dilemmi più classici, quello legato alla scelta delle vacanze: «I primi anni, quando andavamo via tutti assieme, dovevamo prendere due macchine. Ora con i genitori vengono solo i più piccini». Senza dimenticare i guai in cucina: «A cucinare ci pensano mia moglie e le figlie più grandi. Un chilo di pasta è sufficiente, riusciamo a soddisfare tutti, e per sparecchiare si fa a turno, anche se bisogna scriverli».
Infine, la piccola giunta di casa Delrio, quella in cui si prendono le decisioni. «Le discutiamo coi figli più grandi, ma anche i piccoli possono partecipare. D’altra parte i bambini non devono essere considerati solo dei vasi da riempire: hanno la loro intelligenza e contribuiscono alla vita della comunità». Con un’esperienza del genere alle spalle, governare 170 mila reggiani dev'essere uno scherzo.