Sono solo alcuni dei divieti contenuti nel regolamento per la tutela e il benessere animale presentato ieri dall’assessore provinciale all’Agricoltura Roberta Rivi
REGGIO. I cani alla catena? Si può, ma non ventiquattro ore su ventiquattro. Così come è vietato separare i cuccioli di cane e gatto dalla rispettive madri, prima dei 60 giorni di vita e no all’utilizzo di animali nell’accattonaggio. A stabilirlo è il Regolamento comunale per la tutela e il benessere animale. Un’iniziativa dell’assessore provinciale Roberta Rivi. Una bella novità, anche innovativa - esperienze del genere, di livello provinciale, non dovrebbero essercene tante altre in giro - che dimostra una grande attenzione per i nostri amici a quattro zampe, ma non solo. Il documento non si dimentica degli altri animali, quelli che finiscono nei nostri piatti, i quali meritano comunque condizioni di vita - e di morte - degne. Il documento si articola in 47 articoli e raccoglie una serie di prescrizioni e di norme nazionali e regionali. In alcuni punti, si limita a mettere per iscritto comportamenti e attenzioni che chiunque dotato di buon senso e un minimo di sensibilità dovrebbe adottare senza bisogno di coercizione. Ma la cronaca insegna, purtroppo, che nulla va dato per scontato. In altri passaggi, invece, pretende nuove attenzioni.
IL REGOLAMENTO. «Il Comune riconosce nella salvaguardia di ogni specie animale uno strumento utile finalizzato a promuovere il rispetto e la tolleranza verso tutti gli esseri viventi». E’ questo uno dei principi base del regolamento, che per definire cosa si intende per benessere animale si affida alle parole di Hughes: «Il benessere di un singolo animale è caratterizzato da uno stato di completa salute mentale e fisica che denota il suo vivere in armonia con l’ambiente».
DIVIETI E OBBLIGHI. E’ in base a questo pensiero che la Provincia ha stilato una serie di divieti: come l’allevamento e l’addestramento finalizzato al combattimento tra animali; eseguire interventi chirurgici destinati a modificare l’integrità o la morfologia di un animale per motivi estetici; trasportare o detenere animali nel baule. E’ vietato «offrire, cedere o regalare animali vivi in qualità di premio, vincita oppure omaggio in giochi, lotterie, sagre, fiere»: insomma, basta a pesci rossi, anatroccoli e pulcini regalati alle feste di paese. Stop a mantenere crostacei vivi sul letto di ghiaccio: un triste spettacolo, quest’ultimo, ancora visibile in qualche ristorante. Particolarmente apprezzabile è il divieto di detenere animali a chiunque sia stato riconosciuto colpevole di reato di maltrattamento e crudeltà nei confronti di animali.
Mentre chi si troverà ad avere investito con l’auto cani, gatti o altri animali d’affezione - ma anche da reddito - ha l’obbligo di fermarsi e soccorrerli.
Il documento apre agli animali d’affezione su tutti i mezzi di trasporto pubblico, purché dotati di guinzaglio e museruola oppure di trasportino.
SANZIONI. Spetta al sindaco la vigilanza e sono incaricati dei controlli tutti i corpi delle forze dell’ordine, fino al servizio veterinario.
Le violazioni prevedono sanzioni di natura amministrativa pecuniaria che vanno da 100 a 500 euro in caso di abbandono o avvelenamento; da 25 a 150 euro nei casi detenzione inadeguata.
Forse cifre non abbastanza alte da rappresentare un vero deterrente. Ma già l’elaborazione di un regolamento come questo rappresenta un primo importante passo verso un degno modo di pensare agli animali e di preoccuparsi del loro benessere.
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