In via Bergonzi i cittadini bloccano le ruspe al lavoro

Al via gli scavi per costruire un nuovo parcheggio I residenti: «Giù le mani dal parco e dagli alberi»

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    Sono solo le 8.30 ma i primi raggi del sole riscaldano già l'aria settembrina: è il momento giusto per uscire di casa e fare una passeggiata in compagnia del proprio cane nel parco di via Bergonzi, località Canalina. Ma ieri, per gli abitanti di questo quartiere, questo non è stato possibile. Alle prime luci dell'alba infatti, inaspettatamente, le ruspe della ditta appaltatrice Fontanili, secondo il progetto di riqualificazione comunale di via Compagnoni, hanno iniziato gli scavi per la costruzione di un parcheggio che andrà a prendere il posto di un grosso pezzo di parco così come sarà necessario sradicare alcuni alberi che da oltre trent'anni occupano indisturbati quel suolo. Indignata, a dare l'allarme al resto del vicinato è Simonetta Iorio. «Ma è davvero necessaria la realizzazione di questi parcheggi? - si chiede e ci chiede - nessuno li ha richiesti. Prima di distruggere un parco almeno aspettiamo di averne la reale necessità».

    Intanto, a darle manforte arriva da via Fenulli un'amica, Alessandra Cavazzoli, e alle sue spalle una folla preoccupata per le sorti del parco. Sono tutti quanti arrabbiati, ma anche decisi a far interrompere i lavori. Costi quel che costi. E' il loro parco, quello in cui gli anziani vanno a leggere il giornale, dove i più piccoli giocano perché tra i confini di quel lembo di terra si sentono grandi e liberi. E' il loro punto di riferimento, il loro luogo di ritrovo e poi è un piccolo polmone verde in una città di cemento sempre più edificata.

    La tensione cresce: «Fermatevi! Se è necessario per convincervi ci avvinghieremo agli alberi» si sente gridare. C'è poi anche chi è disposto a «piantare le tende» nel parco finché non avrà vinto la sua battaglia.

    Chi guida la ruspa inizia ad innervosirsi e minaccia di chiamare la polizia: in fin dei conti, sta facendo ciò che gli è stato ordinato, così prosegue il suo lavoro. Tra il gruppo di cittadini inviperiti c’è anche Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli Cervi, che compie un gesto più che simbolico: si piazza fisicamente davanti alla ruspa. Al macchinista non resta che fermarsi per non travolgerlo e chiamare Maurizio Fontanili, che è a capo della ditta appaltatrice. Nel frattempo arrivano anche i tecnici che tentano di calmare gli animi e spiegare il progetto ai residenti del quartiere che ancora non ne sono a conoscenza: un'ampia fetta di parco sarà sostituita da un centinaio di parcheggi, per farlo dieci alberi verranno abbattuti, proprio al centro dell'oasi verde poi è in programma l'edificazione di una pista ciclabile di cemento alla quale parallelamente si affiancheranno tre attraversamenti pedonali anch'essi in cemento.

    «La pista ciclabile che vogliono fare non serve, non si capisce nemmeno che cosa colleghi, così come i passaggi pedonali, ne abbiamo già uno nel parco, di mattoni, credo basti - argomenta Alessandra Cavazzoli -. Noi non abbiamo mai chiesto nulla, stiamo bene così. Quello che ci dà fastidio poi è che nessuno ci abbia interpellati. Siamo consapevoli che per tener fede alle regole urbanistiche previste dal Comune sia necessario costruire un certo numero di parcheggi , non possiamo opporci al progetto in toto ma speriamo che vinca il buon senso. Chiadiamo che almeno venga spostata la pista ciclabile che non ha ragione di essere posta al centro del parco e che vengano salvati gli alberi. Alcuni di questi hanno oltre tren'anni, sono una ricchezza da preservare.

    «Noi qui ci arrampichiamo sugli alberi, giochiamo a pallone, ogni giorno, è il mio posto preferito - spiega Mahmud Ahmed Abou Kelila, giovanissimo ma già con le idee chiare- amo il parco perché è un posto sicuro, se faranno davvero la pista ciclabile che sicuramente verrà usata anche dagli scooter noi non ci sentiremo più così tranquilli».«Qui tutti i pomeriggi noi ragazzi veniamo a giocare al pallone, con la pista ciclabile il nostro campo verrà tagliato a metà e ci toccherà tornare a giocare a calcio sotto il portico dei palazzi ma a quel punto verremo sgridati», spiega Mustafa Abou Kelila. A fargli eco è Marketa Poulacova: «Il parco è pieno di bambini piccoli, se ci sono scooter e macchine non sarà più un luogo sicuro per loro». «Credo che sia una cosa inutile creare altri parcheggi, i palazzi nuovi hanno già quelli sotterranei e anche i pochi che ci sono su via Bergonzi non sono mai occupati. E' uno spreco di fondi» afferma Mahmoud Elsakhwy. Ad un tratto i lavori si fermano, per il momento è meglio non continuare contro la volontà dei cittadini, anche perché in queste condizioni lavorare è impossibile. E' Fontanili a prendere la decisione. Una riunione in programma a breve proverà a mettere d'accordo cittadini, Comune e ditta appaltatrice.

    Giulia Rossi

    13 settembre 2011

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