Bambina autistica allontanata dal centro commerciale, monta l'indignazione dei lettori

Sul caso della piccola mandata via mentre stava pranzando con la terapista, le versioni inconciliabili della terapista e del centro commerciale

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    «Un grossolano, spiacevole equivoco». «Nessun equivoco, sono stata invitata a uscire dalla mensa assieme alla bambina». Il giorno dopo la denuncia dell’associazione Aut-Aut, sul caso della bambina autistica che sarebbe stata fatta allontanare dalla mensa perché turbava i clienti, le versioni restano distanti.

    Da un lato il centro commerciale che si schiera con il proprio vigilante, negando che questi abbia mai invitato la terapista e la bambina a lasciare la mensa. Dall’altra la stessa terapista che ancora ieri ribadiva la propria versione: «Anche dopo che mi ero qualificata - ha detto Maddalena Maugeri (e non Algeri come erroneamente riportato ieri) - la guardia giurata mi ha invitato espressamente a prendere la mia roba e ad uscire dalla mensa. Tanto che io gli ho risposto: ma dove la faccio mangiare la bambina? In auto?». Determinato e convinto dell’azione - anche legale - intrapresa contro la guardia giurata è anche il presidente dell’associazione Aut-Aut, l’associazione che sostiene le famiglie dei bambini affetti da autismo. Non solo: la notizia di questo allontanamento ha fatto il giro d’Italia e in queste ore Vassallo sarà ospite di diverse trasmissioni tivù. Intanto anche tra i lettori della Gazzetta è montata l’indignazione per quanto sarebbe successo all’interno della mensa del centro commerciale. Tantissimi i commenti arrivati in poche ore sul nostro sito.

    In particolare, sulla vicenda, interviene con una nota l’amministratore della struttura, Armando De Lucia.

    «Il personale di servizio di portierato del centro è intervenuto presso la tavola calda su segnalazione di alcuni clienti, allarmati dall’atteggiamento a loro dire troppo aggressivo da parte di un adulto nei confronti di una bambina allo scopo di farla mangiare - spiega l’ amministratore - Il ragazzo di presidio al centro ha chiesto chiarimenti alla signora, che fino a quel momento non si sapeva che ruolo avesse, nè si sapeva che la bambina fosse portatrice di handicap. L’assistente della bambina avrebbe dichiarato di essere una terapista e che la ragazzina era autistica. A quel punto - continua la nota del centro commerciale - la donna avrebbe fatto presente la difficoltà che normalmente si incontra con questo tipo di bambini e ha invitato l’addetto, quasi sfidandolo, a provarci lui se vi fosse riuscito. L’uomo avrebbe risposto che non era suo compito e di non avere queste competenze. Ed ha aggiunto che, a dire di molti clienti, il metodo che stava adottando era stato giudicato inopportuno. Sentitasi allora osservata e oggetto di critica - si legge ancora nel comunicato - l’ educatrice ha spontaneamente abbandonato la tavola calda senza venire minimamente sollecitata a farlo. Il Centro Commerciale Meridiana - dice ancora la nota - intende ribadire la propria solidarietà alla famiglia della bambina autistica coinvolta suo malgrado nell’episodio».

    L’amministratore del centro commerciale ha poi voluto ricordare il costante impegno che il centro stesso profonde da anni nell’ambito sociale. «Il nostro centro - dice De Lucia - si è spesso distinto per l’attenzione ai problemi dei bambini meno fortunati e negli ultimi tre anni ha donato somme importanti alla divisione pediatrica dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio».
    23 giugno 2010

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