LUZZARA. Dopo il rave-party svoltosi a Guastalla l’8 agosto scorso, qualcosa di simile, anche se in dimensioni ridotte e senza incidenti, è accaduto nella notte tra sabato e domenica nella golena di Luzzara, a pochi metri dal confine con Dosolo. Diversi abitanti del paese mantovano non sono riusciti a dormire, nonostante le finestre chiuse, per colpa della musica assordante che proveniva dalla «spiaggia» luzzarese. Probabilmente, più che di un vero rave dev’essersi trattato di una sorta di festa non autorizzata, di cui ancora domenica rimanevano abbondanti tracce. Sulla sabbia erano visibili i resti di alcuni bracieri di fortuna (alcuni dei quali con tizzoni ancora ardenti), varie postazioni realizzate con rami, piattaforme di legno e coperture di fortuna. Su una di queste si vedeva ancora un cartone con i prezzi di cibi e bevande (anche alcoliche). Si stima che vi abbiano partecipato alcune centinaia di persone, anche se non c’è alcuna idea sulla loro identità.
I preparativi della festa non erano sfuggiti ai frequentatori dell’imbarcadero di Dosolo che avevano intravisto, nella spiaggia dall’altra sponda del Po, varie persone che si spostavano a bordo di grosse jeep; coloro che hanno «preparato il campo» hanno poi creato un accesso alla spiaggia, aprendo un varco nella vegetazione golenale.
Rispetto al rave party della golena guastallese, i partecipanti alla «lunga notte» di Luzzara sembrano in qualche modo essere stati meno incivili: gran parte dei rifiuti non era sparsa sulla sabbia, ma è stata raccolta in numerosi sacchi delle immondizie.
La festa non aveva ricevuto nessuna autorizzazione da parte delle autorità. «L’amministrazione comunale non ha dato alcun permesso per svolgere una manifestazione in quel luogo» dichiara il sindaco Stefano Donelli.
Anche in questo caso, poi, come teatro della festa è stato scelto un luogo di elevato interesse ambientale, in cui l’inquinamento acustico ed altre condotte provocano gravi danni. Agli animali e alle orecchie degli abitanti.
Gabriele Maestri
02 settembre 2008